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Wiggins, la macchina da Tour

Il britannico è imbattibile a cronometro ma per Riccardo Magrini (Eurosport) sulle Alpi potrebbe cedere

La maglia gialla Bradley Wiggins (Credits: AP Photo/Laurent Rebours)

Prima le tappe per velocisti con Sagan che si traveste da Hulk e infila sei vittorie nelle prime 6 frazioni. Quindi la maxi-caduta che costa secondi e cerotti ad alcuni, e costringe al ritiro Hesjedal (vincitore del Giro), Sánchez e Oscar Freire. Poi la temuta crono di 41 Km, con la maglia gialla Wiggins che rifila 35 secondi al compagno di squadra Froome e un minuto e 43 seconi al rivale Evans. In mezzo ci sono l'acuto di Cavendish, la doppietta di Greipel ma anche la sopresa francese Pinot. Sì è visto parecchio nella prima settimana (e qualcosa) della Grande Boucle ma il bello, con le Alpi alla porte, è ancora tutto da venire. Il perchè ce lo spiega Riccardo Magrini, commentatore del Tour per Eurosport...ù

Allora Magrini, se ne sono andati i primi 10 giorni di Tour, tutto come previsto?

"Si, diciamo tutto più o meno come da pronostico. Avevamo ipotizzato che Wiggins e il Team Sky sarebbero stati i padroni della corsa e così è stato. Ci sono state però alcune sorprese, se così si possono chiamare."

Tipo?

"Su tutti un certo corridore che gareggia per una squadra italiana: Peter Sagan. Scherzi a parte, si sapeva che era forte ma non si pensava fosse così forte. Giovanissimo è riuscito a vincere e rivincere anche con la pressione di indossare la maglia verde. Ha mancato il poker di vittorie solo per una caduta. Ta le soprese poi c'è anche l'altro classe '90 Thibaut Pinot che ha vinto una tappa per niente facile, sono tutti buoni segnali per il ciclismo. Devo dire che tra quelli che mi hanno stupito c'è anche il nostro Vincenzo Nibali che si è confermato nelle posizioni da podio ma non me l'aspettavo così bene dopo la cronometro.

"Wiggins sembra essere una macchina perfetta, cosa c'è dietro questi risultati?

"Tanti sacrifici. Il lavoro che ha fatto Wiggins in questi ultimi anni è da prendere ad esempio. Il che non vuol dire che necessariamente basti questo per diventare un fenomeno. Certo è che ha perso almeno 15 chili rispetto agli scorsi anni, cosa che gli permette di reggere meglio anche in salita. E' come se avesse iniziato una nuova era per il ciclismo.

Si è parlato molto infatti degli allenamenti maniacali (fatti anche di studio a computer delle tappe) di Wiggins...

"Da quandro è entrato nel ciclismo il team Sky (di Wiggins nda) ha fatto da sempre ricerche sia sui metodi di preparazione che sul materiale tecnico. In questo caso quello di Wiggins è stato proprio un cambio di mentalità cominciato fin da quando ha firmato con il team britannico."

Team Sky che si sta dimostrando fortissimo, come da previsioni?

"Me li aspettavo. Già sono pieni di campioni, in più hanno anche Cavendish che è riuscito a vincere una volata senza il sostegno della squadra. Stanno raccogliendo quanto seminato. Però attenzione, non ci sono solo loro. Ci sono altre squadre che stano dimostrando che la professionalità e la ricerca pagano dividendi."

Cadel Evans si ritrova in questo momento secondo a un minuto e 53 secondi da Wiggins, poteva fare qualcosina di più a cronometro?

"Evans è partito male poi però mi sembra che abbia tenuto. Si parla comunque del campione uscente e "bissare" un Tour è sempre difficile. Si inventerà qualcosa sulle salite perchè a cronometro penso abbia capito anche lui che con Wiggins non c'è niente da fare."

Ieri giorno di riposo e oggi arrivano finalmente le Alpi. Cosa dobbiamo aspettarci?

"Oggi comincia il bello. Il giorno di riposo è sempre critico perchè rompe una routine ormai consolidata. E' come se uno a dieta si concedesse all'improvviso un'abbuffata al ristorante. Bisogna vedere se il giorno dopo è pronto per scalare le montagne. Certo la classifica è già ben delineata ma qualcuno vorrà provare a ribaltare la situazione. Gente come Van den Broeck o Chavanel, anche se distante in classifica, non credo voglia andare a casa senza averci provato. Penso che lo stesso Wiggins se lo aspetti. In realtà non tanto nella tappa di oggi (con il Grand Colombier nda) in cui la salita arriva alla fine ed è difficile rimanere isolati. Dalla tappa di mercoledi (con arrivo in salita al 6,1% a La Toussuire) potrebbe cambiare qualcosa."

Wiggins, Evans, Froome e Nibali. La corsa è tra i soliti noti?

"Menchov penso che sia ancora in gioco anche se è più che altro un regolarista. Quello che c'è bisogno ora è qualcuno in grado di scompigliare le carte, corridori con gambe e coraggio. Mi è piaciuto molto l'attacco di Van den Broeck di un paio di giorni fa che fatto scoppiare la corsa. In generale ce n'è di gente a oltre i 5 minuti che può far saltare il banco. Un esempio su tutti il Rui Costa della Movistars che ha vinto il giro di Svizzera e magari un pò alla volta può risalire. Potrebbe venirne fuori una corsa entusiasmante e Nibali e compagnia devono approfittare di queste situazioni per colpire Wiggins e prendere vantaggio per la cronometro finale. il brittanico sarà anche una macchina, ma se viene attaccata potrebbe cedere da un momento all'altro."

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