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Ma quanto dura davvero un match di tennis?

Secondo un test eseguito agli US Open, solo il 17,5% della durata di una partita è gioco effettivo. Cronometrata anche la coppia Errani - Vinci

Novak Djokovic al servizio durante l'US Open che sta appassionando gli spettatori di New York e i telespettatori di tutto il mondo. Pause incluse. (Credits: Ansa)

Nulla nel tennis è capace di strappare applausi come un punto dopo un lungo scambio, magari farcito di lob, smorzate e recuperi. E in effetti mai applausi sono meritati dai contendenti come in quell'occasione: sì, perché solo il 17,5% della durata di una partita è costituito da gioco effettivo. Il resto sono minuti "persi" tra preparazione del servizio, cambi di campo e decisioni del giudice di sedia (se non discussioni con lo stesso da parte dei giocatori).

A cronometrare il tutto è stato un gruppo di giornalisti del Wall Street Journal durante gli US Open di New York. "Per essere chiari", hanno poi scritto nell'articolo che ha fatto seguito all'esperimento, "facevamo partire l'orologio quando la pallina lasciava la mano del giocatore per il servizio e lo bloccavamo quando la medesima pallina andava a rete, faceva il secondo rimbalzo o finiva in out. E se c'erano discussioni sul punto, la lancetta rimaneva in pausa".

Due i match usati per il test: il singolare maschile del secondo turno dell'US Open che vedeva Leonardo Mayer opposto al campione uscente Andy Murray e l'incontro di doppio femminile tra la coppia Daniela Hantuchova - Martina Hingis e le italiane Sara Errani - Roberta Vinci. Con l'ulteriore sorpresa che i tennisti maschi hanno giocato "davvero" in misura inferiore alle loro colleghe: secondo i cronometristi del Wall Street Journal, Mayer e Murray sono infatti rimasti in campo per 2 ore e 41 minuti con un tempo effettivo di gioco di 26 minuti e 29 secondi (16,4%), mentre le azzurre e le loro avversarie si sono sfidate per un'ora e 26 minuti, con un tempo effettivo di 16 minuti e 50 secondi (19,6%).

Ovviamente nulla o quasi cambia agli occhi degli appassionati, dato che il bello di un incontro sta anche nella "suspance" indotta dall'attesa di un servizio o dalla tensione respirata durante un cambio di campo in un momento delicato del match. Piuttosto, si è trattato della conferma che il tennis è uno sport anaerobico, fatto di sforzi intensi in periodi limitati di tempo, con più o meno lunghi tempi di recupero. E in ogni caso non è quello della racchetta lo sport con più pause in campo, almeno al di là dell'Oceano: da altre ricerche svolte sempre dai cronisti del Wall Street Journal è infatti emerso che il tempo effettivo nel baseball è pari al 10% di quello totale e nel football americano del 5,9%. 

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