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Rugby, l'Australia sfinita e impaurita vince a Firenze

Gli azzurri a pochi centimetri dal sogno di battere i wallabies

Alessandro Zanni nel match contro l'Australia (Credits: AP Photo/Fabrizio Giovannozzi)

di Marco Turchetto

Barnes, estremo dei Wallabies, indiscusso campione di questo romantico e maschio sport, calcia in touche. Fine partita. Non se la sente di continuare il gioco quando l'orologio segna la conclusione del match. L'Italia, magistralmente condotta da Orquera nel secondo tempo, ha recuperato troppi punti e rischia di vincere. Mentre il sole tramonta davanti agli spettatori in curva Fiesole, gli affannati australiani si avvicinano al termine del loro tour europeo vincendo 22 a 19 contro gli azzurri. Certo, dopo aver battuto l'Inghilterra a Twickenham la scorsa settimana, nessuno ipotizzava una partita alla pari. Un secondo tempo, per essere precisi, alla pari. Perché il primo tempo ha visto una sola squadra in campo, e non era l'Italia.

Il sabato al Franchi di Firenze è stato battezzato con dell'ottima finocchiona acquistata da Scheggi, bar panineria a pochi metri dall'ingresso dove i tifosi attendono in ordinata coda il loro turno. In tribuna centrale volti noti si salutano e sorridono raccontandosi aneddoti di vite ovali. Radike Samo, il gigante australiano dalla chioma ingombrante, raggiunge i suoi compagni in tribuna solo dopo 20 minuti: lui, fanatico Instagrammer, è questa volta oggetto delle richieste di mille tifosi azzurri per scattare una foto con lui. Finisce ed inizia il suo turno: immortala le squadre che si riscaldano, il momento degli inni e, all'intervallo, gli sbandieratori fiorentini che si esibiscono tra gli applausi di oltre 30mila presenti.

Un primo tempo segnato da infrazioni a terra, da touche sbagliate, da prime linee che già all'11esimo minuto vengono richiamate dall'arbitro, dall'espulsione di Barbieri - neoeletto miglior giocatore dell'anno dal popolo del web. Una squadra che non riesce a giocare, che sembra persa nelle tenaglie difensive dell'Australia - il placcaggio di Ashley-Cooper ai danni di Benvenuti che ha dato il via alla meta di Cummins ne è un esempio - una squadra che sembra svegliarsi solo a 8 minuti dalla fine del primo tempo nefasto: touche in attacco, due pick-and-go, percussione con successiva azione di Sgarbi e Gori. Al 39^' infine, un calcetto troppo lungo da parte di Masi conclude una bella azione in attacco. Con questo finale di tempo, dunque, i tifosi rimangono incollati ai loro seggiolini in attesa di vedere cosa saprà fare l'Italrugby contro i Wallabies.

Qui nasce una nuova partita, due squadre differenti in campo, soprattutto due atteggiamenti diversi rispetto ai primi 40 minuti. Alla vigilia Francesco Volpe, sulle pagine del Corriere dello Sport, parlava di continuità come il tallone d'Achille azzurro. Andrea Buongiovanni, sulla Gazzetta, pure. Avevano, ovviamente ragione: in soli 40 minuti Parisse e compagni cercano di recuperare un incontro non giocato nel primo tempo. Un fantastico Orquera sembra aver bevuto l'elisir di eterna giovinezza negli spogliatoi; la prima linea del futuro - Rizzo Giazzon Cittadini - lavora sodo; lo spilungone "Yao" Minto gioca talmente bene alla sua presenza in nazionale da meritarsi alla fine il titolo di MVP. È un'Italia che gioca come squadra, con un gioco, con la voglia di praticare rugby. Comprensibile che capitan Parisse a termine partita, dica "mi sono divertito".

La meta di Barbieri al primo minuto della ripresa, il brutto infortunio alla rotula di Mirco Bergamasco - anche lì dopo un doppio placcaggio mostruoso degli australiani - il pubblico che al 63esimo intona spontaneamente e con veemenza l'Inno di Mameli, il calcio mancato per pochi centimetri da Orquera a 50 secondi dalla fine, Barnes che all'80esimo calcia in touche pur di smettere di soffrire: queste sono le emozioni di un incredibile match che rimarrà nella memoria dei giocatori e dei tifosi

Mille sono le considerazioni possibili al termine di una partita simile: comprensibile che, dopo quasi un mese lontani da casa, dopo aver combattuto a Parigi e Londra - qui vincendo -, dopo aver chiuso il primo tempo 22 a 6 senza una degna opposizione, gli australiani siano entrati in campo con un relax forse non giustificabile risparmiando energie per l'ultima fatica contro il Galles sabato prossimo. Ma a noi non importa. Quello che interessa è vedere che l'Italia nel secondo tempo ha usato la testa, la grinta, lo schema di gioco impartito da quel signore francese sempre elegante e a modo anche quando indossa bermuda e sandali.

Brunel, Monsieur Brunel, ammazzali per quello che non ti hanno dato, per quello che non ci hanno dato nel primo tempo, ma abbracciali poi per quel secondo tempo che ci ha dato 22 animali, 22 campioni di un gioco che vogliamo essere costante nel prossimo 6 Nazioni.

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