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Rugby, Italia-All Blacks

Gli imperatori della palla ovale nel cuore della capitale. Le emozioni di un pomeriggio

Gli All Blacks allo stadio olimpico di Roma (Credits: Alfredo Falcone - LaPresse)

Tornano. Nel cuore di Roma, capitale del Sacro Romano Impero, gli imperatori del rugby sono loro, i tutti neri, i neozelandesi, i campioni del mondo in carica, la squadra per eccellenza di questo sport. Gli All Blacks.
Dopo il meraviglioso spettacolo offerto nel 2009 allo stadio San Siro di Milano, con il suo tutto esaurito, ora la Federazione Italiana ospita i tuttineri allo stadio Olimpico. Accomunati dallo stesso sponsor tecnico, i giocatori dell'Italia e della Nuova Zelanda in questi giorni attirano l'attenzione di una città che dal 2000, con l'ingresso nel 6 Nazioni, assapora e gode di questo spettacolo ovale.

Il loro condottiero, eletto miglior giocatore al mondo, quello che ha alzato la Coppa Webb Ellis tanto agognata e attesa, Richie McCaw non sarà in campo. Lo sappiamo da tempo perchè I maestri del rugby avevano già deciso le formazioni di ogni singola partita del loro tour invernale prima di lasciare l’isola della Grande Nuvola Bianca. Perchè loro sono campioni non solo sul campo ma, pure, nella programmazione, nelle relazioni commerciali, nella comunicazione, nello sviluppo delle attività formative. Insomma, oggi il rugby, così sfruttato anche nelle pubblicità per il messaggio di unità, condivisione intenti, forza, spirit di sacrificio e raggiungimento di una meta che il lavoro di squadra comporta, ha una sola squadra che lo rappresenta al meglio. La Nuova Zelanda.

C’è anche chi sostiene che I campioni del mondo in carica siano aiutati nel loro status di eccellenza: a loro è concesso sempre eseguire l’Haka – al pari, a dire la verità, delle altre isole del Pacifico – a loro soli sembra essere consentito l’utilizzo della maglia tutta nera – vedi le polemiche per la seconda maglia dell’Inghilterra ai recenti mondiali e l’attuale seconda maglia dell’Irlanda – a loro è concesso “giocare sporco” sulla linea del fuorigioco – vedi i falli di gioco non fischiati a McCaw. Tutto puô essere discusso, per carità, loro rimangono gli All Blacks. Il mito. Molto piû “triste” sono certi atteggiamenti nei loro confronti – vedi il Galles che li ha costretti a eseguire l’Haka negli spogliatoi – o l’Italia che ai mondiali francesi del 2007, mettendosi, in cerchio, ha dato loro le spalle. Il mito va rispettato. E combattuto in campo non con atteggiamenti criticabili fuori di esso.

Brunel ha comunicato la formazione italiana con una prima linea dena di storia e spessore, Castrogiovanni Ghiraldini e Lo Cicero, una seconda linea trevigiana con Minto e Pavanello, in terza Favaro Zanni e Parisse – con il super Barbieri pronto ad entrare nel secondo tempo – in mediana Gori ed Orquera, alle ali il Bergamirco e Venditti, centri Benvenuti e Sgarbi e la vespa Masi estremo. In panchina ben 6 avanti, un mediano e McLean con funzione da utility back. Basterà? Sarà azzeccato? I cambi saranno corretti? – ancora sono vive alcune critiche per I cambi in mediana dopo il primo tempo nella neve contro l’Inghilterra. Non lo so. Di sicuro ogni giocatore azzurro lotterà come un animale, secondo i dettami dello staff tecnico per far capire al mondo del rugby e ai loro ambasciatori, gli All Blacks, che qui da noi, all’Olimpico, in Italia abbiamo cuore, carattere e qualità. E voglia di infastidire gli Imperatori.

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