Michael Phelps non si ferma più e le sue bracciate stanno riaggiornando il libro dei record oltre ad aver bisogno di un neologismo per descrivere la grandezza della sua impresa. Nei 200 misti lo Squalo ha vinto ancora, conquistando la quarta medaglia d'oro della sua avventura a Rio de Janeiro, dove temeva di non essere più imbattibile, ma soprattutto ha stabilito un nuovo primato raggiungendo Al Horter e Carl Lewis nell'olimpo degli dei.

Quello di Rio è stato, infatti, il quarto successo consecutivo in questa gara dopo Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012: solo ai due miti Usa era riuscita una cosa simile. Immenso Phelps, che ha sfiorato anche il record del mondo che risale al 2011 e che nelle acque brasiliane ha tremato. Phelps ha vinto nuotando in 1'54''66 (primato 1'54''00), un tempo costruito con la frazione a rana che tradizionalmente ha sempre rappresentato il punto debole delle sue gare nei misti. Fuori dal podio Lochte, il grande avversario, l'argento è andato al giapponese Hagino e il bronzo al cinese Wang.

Phelps è poi tornato in vasca per i 100 farfalla nei turni iniziali. Ha anche superato la soglia dei trent'anni, ma rimane capace di performance come se ne avesse dieci in meno. Poi, quando ha finito, si è lasciato andare a un umanissimo commento: "Fa male. E' una sofferenza per il mio corpo, sono stanco, ho dolore alle gambe". Anche lo Squalo può essere un po' come tutti noi.

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