Una notte così non la dimenticheremo mai. Una notte che porta Gregorio Paltrinieri dritto nell'Olimpo e lo consegna alla storia, quarto italiano capace di salire sul gradino più alto del podio ai Giochi dopo Fioravanti e Rosolino a Sydney 2000 (il nostro Eldorado) e Federica Pellegrini ad Atene 2004. E insieme a lui anche Gabriele Detti, bis dopo il bronzo nei 400 stile libero, con in mezzo lo statunitense Connor Jaeger, l'unico che è riuscito a tenere testa ai fratelli del nuoto azzurro che da questa notte sono anche fratelloni d'Italia.

Unico, inimitabile con il suo stile fuori dall'acqua, la spinta quasi solo di braccia e una regolarità impressionante. Paltrinieri non ha vinto: ha distrutto gara e avversari che ne hanno visto solo i piedi sin dalle prime bracciate e che, vasca dopo vasca, lo hanno sempre più solo intuito a pelo d'acqua. Per 1400 metri Greg ha nuotato sotto i tempi del record del mondo, poi la linea gialla del cinese Sun Yang (grande assente della finale, ma chi se n'è accorto?) lo ha sopravanzato. Ma non importa. Annotiamoci i numeri magici della notte di Rio de Janeiro: 14'34''57. E dietro di lui Jaeger in 14'39''48 con Detti che ha sfiorato il clamoroso argento in 14'40''86.

La cavalcata di Paltrinieri e la rimonta di Detti

Paltrinieri ha nuotato quasi in solitudine sin dall'inizio. Primo terzo di gara sotto i 29'' ogni 100 metri e poi appena sopra, senza flessioni importanti e con vantaggio crescente: +1''05 ai 100 diventato 2''31 ai 400 e 3''32 ai 600. Poi 4''44 ai 700 prima del recupero per un paio di vasche di Jaeger, che nel frattempo si era sbarazzato dell'australiano Horton. Ma Greg ha rimesso in fretta il turbo ripassando da +4''70 dei 1000 metri (il momento in cui lo statunitense è stato più vicino) al +5''21 dei 1050. E' lì che il successo è stato chiaro e si è capito che non ci sarebbe stata storia.

Ed è a quel punto che Gabriele Detti è riemerso dalle retrovie e da una gara che pareva scivolargli via distante dal podio. Jordan Wilimovsky, che duellava con Jaeger per il ruolo di avversario di Paltrinieri, ha cominciato a rallentare e Gabriele è impetuosamente risalito. Ai 1350 il soprasso con show finale. Negli ultimi 150 metri Detti ha nuotato 1''73 più veloce di Paltrinieri e recuperato 9 decimi a Jaeger. Mancava un altro secondo abbondante, ma va bene così. Lui e Greg come Fioreavanti e Rummolo nel 2000 e con tutta una vita davanti per regalare altre vittorie ed altre emozioni.

"Volevo anche il record del mondo, ma contava solo vincere" 

Sorridente Paltrinieri dopo l'impresa. Felice: "E' un'emozione incredibile, una bella cosa - dice a caldo -. Tutti aspettavano questa medaglia e sembrava scontata, ma non lo era". Un successo costruito con carichi di lavoro pazzeschi nell'ultimo anno: "La volevo questa medaglia, l'ho sempre voluta e volevo anche il record del mondo, adesso lo posso confessare. Prima o poi lo farò perché lo valgo, ma non era questa l'occasione giusta perché questa era una finale olimpica e qui conta solo toccare per primo".

E Gabriele Detti, che ha bissato il podio con medaglia di bronzo nei 400 stile libero, amico di tanti allenamenti e non solo con Greg: "Sono felice per me e per lui. Ho pensato anche di riprendere Jaeger, ma negli ultimi 50 non ne avevo più". Eppure ha sfiorato un'impresa che sarebbe stata unica. 

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