La squadra dei rifugiati
Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, a Rio de Janeiro ha partecipato una squadra di atleti rifugiati, uomini e donne apolidi, ufficialmente senza patria e senza bandiera. Durante la cerimonia di inaugurazione, accolti da fragorosi applausi, hanno sfilato dietro la bandiera del CIO, portata dalla nuotatrice siriana Yusra Mardini. 

Le piscine verdi
Nei primi giorni dei Giochi le acque della vasca dell'impianto Maria Lenk, dedicato ai tuffi, sono apparse di un inquietante color verde, che ha suscitato le perplessità e le proteste degli atleti. "Un problema legato all'alcalinità dell'acqua, senza rischi per gli atleti", secondo i responsabili, che in breve tempo hanno risolto il problema come promesso. 

Beach volley, hijab vs bikini
Prima che scoppiassero le polemiche nate in Francia sul burqini, durante tutte le partite dei round preliminari di beach volley cui ha partecipato, la giocatrice dell'Egitto, Doaa Elghobashy, è scesa in campo, come la collega Nada Meawad, vestita da una tuta che copriva braccia e gambe, ma anche con il capo velato, per rispetto delle regole islamiche che impongono la "modestia". Una scelta che non è passata inosservata nei match contro le avversarie più classicamente in bikini. 

"Cicciottelle": il titolo del QS sulle arciere azzurre

"Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico": questo infelice titolo del Qs Quotidiano Sportivo, riferito alle azzurre in gara nel tiro con l'arco - Claudia Mandia, Lucilla Boari e Guendalina Sartori - ha suscitato una polemica ferocissima che ha portato alla decisione dell'editore Riffeser Monti, senza precedenti in Italia, di rimuovere il direttore Giuseppe Tassi. Con il loro 4° posto, le tre atlete hanno guadagnato un risultato storico, con il miglior risultato di sempre per la selezione femminile dell'Italia.

Teresa Almeida dell'Angola, fieramente "cicciona" 
Sulla scia delle polemiche legate al titolo di QS ritenuto "sessista", Teresa Almeida, portiere della nazionale femminile di pallamano dell'Angola, 1 metro e 70 per 98 chili, si è dichiarata con orgoglio "portabandiera dei ciccioni", invitando tutti gli atleti che non coniugano capacità e talento sportivi con una "perfetta" forma fisica, a non sentirsi inferiori: "Forse è più difficile correre i cento metri ma un sacco di altre cose si possono fare ad alto livello, anche nello sport".  

Judo, l'egiziano sconfitto non stringe la mano all'israeliano
Dopo essere stato sconfitto con un ippon dall'avversario israeliano Or Sasson, il judoka egiziano Islam El Shehaby si è rifiutato sia di rispondere al suo inchino (e per questo è stato subito richiamato dal giudice di gara), sia di stringergli la mano, sportivamente tesa dal vincitore. Tra i fischi del pubblico, il salafita El Shehaby, non volendo dare la mano all'ebreo israeliano, è indietreggiato, scuotendo la testa. La vicenda, davvero poco "olimpica", si è svolta nel corso dei 32mi di finale della gara di Judo pesi massimi oltre i 100 chili. Il CIO ha "fortemente condannato l'azione di El Shehaby e lo ha mandato a casa".

Habte, il nuotatore più lento dei Giochi

Il nuotatore 24enne dell'Etiopia, Robel Kiros Habte (1,76 per 81 chili), in gara nei 100 metri stile libero, resterà nella storia come il nuotatore più lento dei Giochi: nelle batterie è arrivato ultimo con il tempo di un 1 minuto 4"e 95 centesimi, oltre dodici secondi in più di chi lo ha preceduto. Un tempo infinito, rispetto ai 48"20 dell'inglese Duncan Scott che si è poi aggiudicato la medaglia d’oro.

La simpatia della nuotatrice cinese 
Fu Yuan è diventata famosa alle Olimpiadi di Rio per le sue smorfie e le sue buffe facce mostrate in TV, dopo la sua vittoria del bronzo nei 100 metri dorso. Dopo aver gareggiato nella staffetta 4x100 con la nazionale cinese, è tornata a farsi notare accasciandosi a terra e massaggiandosi visibilmente la pancia di fronte alle telecamere. A un'intervistatrice ha rivelato: "mi è giunto il ciclo ieri e mi sono sentita particolarmente stanca", affrontando un tema solitamente tabù nello sport.

Le (3) gemelle Luik estoni in gara nella maratona
Alla prova della maratona donne, per l'Estonia, hanno partecipato le tre gemelle Lily, Leila e Liina, di cognome Luik. Le prime due sono arrivate rispettivamente 97esima e 114esima, mentre la terza si è ritirata dalla gara, vinta dalla keniana Jemina Sumgong in 2h24'04''. Nonostante i risultati non entusiasmanti, le maratonete gemelle, assolutamente identiche tra loro, hanno rubato la scena a tutte le altre atlete quando, al traguardo del Sambodromo, si sono riunite e, avvolte da una bandiera del loro paese, hanno improvvisato dei passi di samba, eseguiti in modo corretto, mandando in visibilio i fotografi e il pubblico presente sugli spalti.

Serasinghe: 6 McMenu dopo la sconfitta nel badminton
L'atleta australiano Sawan Serasinghe, dopo l'eliminazione dalla prova olimpica di badminto, terminate le "fatiche" sportive, si è buttato anima e corpo su quelle alimentari ed è corso al Mc Donald's del Villaggio degli atleti per prendere e portare in camera 6 McMenu da diverse migliaia di calorie, appositamente fotografati e postati, prima di essere divorati, sulla sua pagina facebook

Sollevamento pesi: cede il braccio dell'armeno 
Ha lasciato tutti senza fiato l'incidente occorso all'atleta armeno Andranik Karapetyan che, nel sollevamento pesi (195 kg) ha visto il suo gomito sinistro uscire dal braccio. Il grido di dolore dell'armeno ha riempito il palazzetto e anche i suoi allenatori si sono accorti subtio del dramma, soccorrendolo prima del ricovero in ospedale. Stessa cosa ha fatto la regia che, dopo qualche secondo ha staccato dall'inquadratura stretta passando ad una a campo largo. [IL VIDEO]

L'etiope perde la scarpa ma non s'arrende
L'etiope Etenesh Diro, impegnata in una delle batterie dei 3000 siepi donne, a due giri e mezzo dalla fine, quando si trovava nel gruppo delle prime, ha perso la scarpa destra ma, dopo aver provato a rimettersela, si è tolta anche il calzino e ha continuato a correre con la sola scarpa sinistra, fra le grida di incoraggiamento e le ovazioni del pubblico. Alla fine si è piazzata settima in 9'34''70 ed è stata eliminata, piangendo dopo aver tagliato il traguardo, sia per la delusione, sia per il dolore. 

Tania Cagnotto, fine carriera con bronzo
Non poteva sperare in un finale di carriera migliore: con l'ultimo salto della sua vita da tuffatrice, Tania Cagnotto ha conquistato il bronzo nell'individuale da trampolino 3 metri. "Ho pensato solo che volevo chiudere la mia carriera nel migliore dei modi possibili. Ero sul trampolino e mi sono detta che avrei fatto il tuffo più bello di sempre".

Spirito di de Coubertin nei 5000 metri femminili
La mezzofondista neozelandese Nikki Hamblin, caduta in seguito a una brusca frenata del gruppo impegnato nei 5000 metri femminili, viene soccorsa dalla statunitense Abbey D'Agostino, che sebbene a sua volta infortunata a un ginocchio, si ferma ad aiutare l'avversaria a rialzarsi per poi riprendere la corsa, zoppicando con lei fino al traguardo. Entrambe sono state ammesse alla finale, ma D'Agostino non vi prenderà parte per la rottura del legamento lacerato crociato anteriore del menisco e l'elongazione del legamento collaterale mediale. [IL VIDEO]

Federica Pellegrini senza podio nei 200 stile libero
L'ultima prova olimpica della più grande nuotatrice italiana di tutti i tempi, nella finale dei 200 stile libero, non ha regalato la gioia del podio che ne avrebbe resa immortale la carriera. Una medaglia meritata ma sfiorata e persa per solo 20 centesimi di secondo. 

Proposte di matrimonio e dichiarazioni d'amore
La prima è stata la volontaria alle Olimpiadi Marjorie Enya, che di fronte ai cronisti, presso lo stadio Deodoro di Rio de Janeiro, ha chiesto di sposarla alla rugbysta Isadora Cerullo, della nazionale brasiliana. Dopo aver vinto la medaglia d'argento nella maratona dei 10 km, la nuotatrice italiana Rachele Bruni ha dedicato la vittoria alla sua compagna Diletta, con un'inusuale implicita dichiarazione di omosessualità da parte di un'atleta italiana. Un'altra proposta di matrimonio in mondovisione, è stata quella del tuffatore cinese Qin Kai alla fidanzata, compatriota e collega He Zi, argento sul podio nei tuffi dal trampolino 3 metri.

L'oro numero 23 di Michael Phelps
Alle Olimpiadi cui non avrebbe nemmeno dovuto partecipare, Michael Phelps, ancora a 31 anni si è dimostrato lo stesso fenomeno di sempre. Con l'ultimo oro di squadra, nella 4X100 mista, il nuotatore statunitense ha chiuso la sua lunga storia olimpica, iniziata 15enne a Sydney nel 2000, con un palmares di ben 23 medaglie d'oro, 3 argenti e 2 bronzi.

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