Michael Phelps entra nella leggenda e si conferma il più grande nuotatore di sempre.

A Rio de Janeiro, dopo essersi messo al collo l'oro con la staffetta Usa nella 4x200 stile libero, nella 4x100 stile libero, nei 200 farfalla, confermandosi il migliore di tutti anche nelle gare individuali, bruciando il giapponese Masato Sakai in una volata mozzafiato (oro per soli 4 centesimi di secondo) e, ultima in ordine di tempo, vincendo ancora nei 200 misti , ha chiuso alla grande. 

Nella giornata conclusiva del programma natatorio a Rio ha trascinato la staffetta 4x100 mista degli Stati Uniti al trionfo, chiudendo con 5 ori e un argento la sua ultima Olimpiade e con un bottino totale di 23 ori (28 medaglie complessive). E vincendo i 200 misti ha stabilito un primato: solo Al Horter e Carl Lewis erano riusciti in un'impresa simile: quattro successi consecutivi in questa gara (200 misti) dopo Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012.

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Phelps ha magnetizzato il pubblico di Rio. Feroce in vasca, commosso fuori dopo i 200 farfalla quando si è reso conto della grandezza dell'impresa appena compiuta. Sul podio, dove nella sua vita agonistica è salito ben 26 volte alle Olimpiadi, ha versato qualche lacrima cercando di trattenersi con uno sforzo che non è sfuggito a spettatori e telecamere.

Lo Squalo, 31 anni e per la prima volta vincitore da quando è diventato padre (il piccolo erede era presente in tribuna), nei 200 farfalla ha regolato Sakai e l'ungherese Tamas Kenderesi che per tutti i turni preliminari gli era stato davanti, ma che non ha retto nel momento della verità quando Phelps - che a Rio de Janeiro è iscritto a 5 gare e che non ha ancora la pancia piena - ha tirato fuori gli artigli.

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