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Rio 2016: Giorgia Bronzini, la veterana iridata del ciclismo azzurro

Alla sua terza Olimpiade e con 3 mondiali vinti, guiderà il team dell'Italia. Su un percorso che gli operai stanno finendo di rattoppare...

Oltre 70 vittorie in carriera, due volte campionessa del mondo di ciclismo su strada e una su pista, Giorgia Bronzini ha ancora voglia di dare il massimo sui pedali. Quella di Rio 2016 sarà la sua terza Olimpiade, in cui domenica 7 agosto affronterà la prova in linea su strada insieme con le sue compagne di squadra Elisa Longo Borghini, Tatiana Guderzo ed Elena Cecchini.

Salita in sella la prima volta a 8 anni perché convinta dal padre, a 33 anni (compiuti proprio a Rio oggi 3 agosto) e da atleta del Gruppo Forestale può anche vantare l'incredibile record di sei vittorie consecutive su sette tappe della Route de France 2013...

Il papà alla fine ci ha visto lungo...
"Direi proprio di sì. A me piaceva la ginnastica, poi lui mi ha convinta a passare e ad amare il ciclismo, sport diventato la mia vita".

Le tappe fondamentali della tua carriera?
"Direi che la vera svolta è arrivata nel 2009 in Polonia, a Pruszkow, con il titolo iridato su pista, seguito poi nel 2010 dal mondiale su strada di Melbourne e dal bis l'anno successivo a Copenaghen. Quelle vittorie mi hanno ripagato appieno di tanti sacrifici e mi hanno reso orgogliosa di rappresentare l'Italia".

Ora è il momento di Rio 2016, con la gara in linea di domenica 7 agosto: hai già provato il percorso?
"Si tratta di un tracciato duro, che renderà la gara sicuramente snervante e che richiederà la massima concentrazione in ogni momento. Anche perché le condizioni del manto stradale non sono così certe...".

In che senso?
"Rio è davvero un cantiere aperto. A cominciare appunto dal nostro percorso: mentre noi lo testiamo in allenamento, gli operai mettono 'toppe' un po' ovunque per sistemare l'asfalto".

Com’è invece la situazione al Villaggio Olimpico?
"Al piacere di vivere questa esperienza con tutti gli altri atleti si contrappone la realtà di alloggi oggettivamente non all’altezza. Scarsa igiene, stanze spoglie: abbiamo dovuto comprare i detersivi per pulire le camere e arrangiarci da sole... Rispetto alle due Olimpiadi a cui ho partecipato in precedenza, quella di Rio non sembra essere partita con il piede giusto. Anche il ristorante è aperto a metà, perché lo stanno completando proprio in questi giorni".

Preoccupata anche per il terrorismo?
"A mio avviso non dobbiamo farci rovinare quest'esperienza da paure o fobie. Anche se poi ti accorgi di situazioni strane: i nostri alloggi sono accanto alla palazzina degli Stati Uniti, che però non ha bandiere a stelle e strisce esposte come di solito. Se è una misura preventiva, è abbastanza ridicola, perché comunque gli atleti americani sono visibili tanto quanto noi...".

Torniamo allo sport: che Giorgia Bronzini vedremo in gara a Rio?
"Sarà ovviamente la mia ultima partecipazione a un'Olimpiade e purtroppo il percorso non è adatto alle mie caratteristiche. Avrò quindi un ruolo di supporto alla squadra e per questo con maggiori responsabilità: siamo un bel team, un gruppo unito che può fare bene. Dopo il 37° posto di Atene, ho dovuto saltare i Giochi di Pechino, mentre a Londra sono arrivata quinta: nella mia carriera manca solo la medaglia olimpica, ma l'esultanza sarebbe la stessa anche se finisse al collo di una mia compagna".

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