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Rio 2016, finale volley: Giannelli, dai set di tennis a quelli di Italia-Brasile

Ad armare Zaytsev e Juantorena sarà il ventenne Simone, alzatore che ha bruciato le tappe (e cambiato sport) per arrivare al Maracanazinho

A un passo dalla storia del volley azzurro: se la Nazionale del ct Blengini riuscirà a superare il Brasile nella finale in programma alle 18:15 di domenica 21 agosto, sarà la prima a conquistare un oro olimpico, sempre sfuggito anche agli ormai leggendari uomini di Julio Velasco.

Oltre alle braccia “armate” di Ivan Zaytsev e Osmany Juantorena, nel match che vale il mito conteranno anche e soprattutto le mani dell’alzatore Simone Giannelli, 20 anni per due metri esatti d'altezza, baby talento del Trentino Volley. Che da ragazzino sognava però tutt’altro: la sua passione da ragazzino era infatti il tennis sulle orme di papà Paolo, azzurro ai Mondiali per Veterani in Sudafrica e oro in un Europeo “over 45”.

A Rio anche da spettatore
Pazzo per Roger Federer e ancora innamorato della racchetta, a Rio Giannelli è anche riuscito a vedere dal vivo Murray contro Troicki e Goffin contro Groth. Ma la sua testa è ovviamente ora tutta rivolta al volley, che ha iniziato a praticare sulla scia della sorella per una carriera davvero lampo. Nel 2013 il ragazzo vinceva infatti al PalaErcole di Policoro (Matera) il titolo tricolore Under 17 con le giovanili della Trentino Volley e, per quanto bravo, difficilmente avrebbe immaginato di ritrovarsi il 21 agosto 2016 al Maracanazinho per guidare l’attacco azzurro contro il Brasile.

Naturalezza e sicurezza
In ogni caso, una cosa è certa: come già visto nella semifinale contro gli Usa, Simone saprà gestire al meglio le emozioni sulla base di un’esperienza tanto breve quanto intensa. Premiato come miglior alzatore dell’ultima World League, così come dell’Europeo e della Champions League, Giannelli ha avuto il suo battesimo del fuoco con il Trentino Volley nelle finali scudetto del 2015, quando l’allenatore Radostin Stoytchev gli affidò la cabina di regia del Trentino Volley contro Modena. La risposta? Con un perfetto mix di naturalezza e sicurezza, Simone spostò gli equilibri di gara 3 e 4, guidando la sua squadra alla conquista del tricolore.

Con i più forti al Maracanazinho
Adesso c'è Italia-Brasile: "Mi piacerebbe giocare contro i giocatori più forti del mondo", aveva detto qualche anno fa, quando a livello giovanile vinceva tutto con Trento. Ora il desiderio si è avverato, anche perché tra i più forti del mondo ci sono pure lui e i suoi compagni, chiamati all’impresa proprio in quel Maracanazinho dove nel 1990 la grande Italia di Julio Velasco vinse il suo primo titolo mondiale contro Cuba. E dove quella affidata alle mani di Simone Giannelli può diventare grandissima.

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