Il fioretto non è più cosa nostra. Vent'anni dopo l'ultimo successo non italiano nell'individuale femminile, la russa Inna Deriglazova sale sul gradino più alto del podio a Rio de Janeiro battendo in finale Elisa Di Francisca. Niente bis dopo il trionfo di Londra 2012, quando la jesina aveva battuto in finale la Errigo colorando di azzurro tutto il podio, completato dalla Vezzali. Una sconfitta in finale piena di rammarico, perchè la 33enne si è complicata la vita all'inizio e ha solo sfiorato la clamorosa rimonta alla fine.

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12-11 il finale. Lo stesso risultato con cui la Di Francisca aveva trionfato a Londra. Era da Sydney 1996 che l'oro non usciva dall'Italia e da Jesi in particolare: la Vezzali nel 2000, 2004 e 2008 prima di Elisa, spinta a bordo pedana da Giovanna Trillini che l'oro lo aveva conquistato nel 1992. Peccato che non ci sia la prova a squadre per cercare il riscatto immediato.

Elisa Di Francisca deve comunque festeggiare. Non era la favorita del torneo ed è arrivata a un passo dal successo. Nella finale è partita forte (3-0) e poi ha subito un inspiegabile black out subendo un parziale di 7 stoccate consecutive. Ha di nuovo avvicinato l'avversaria sul 7-6, poi l'ha vista ancora volare via fino al 12-7. Qui ha costruito un mezzo miracolo con 4 botte di seguito. Con la Deriglazova in netta difficoltà, ha tentato l'ultimo assalto sul filo del tempo. Nulla da fare. Oro alla Russia e argento all'Italia.

Il duello a distanza vinto con Arianna Errigo

La giornata dei fioretti ha, però, consegnato anche un'altra storia umana prima che di sport. A Londra nel 2012 Elisa aveva vinto all'ultima stoccata nel derby tra amiche del cuore con Arianna Errigo. Da lì la rottura dopo le polemiche. Questa volta Arianna, che avrebbe potuto prendersi la rivincita in un'ipotetica semifinale dopo essere stata la dominatrice della stagione, ha però ceduto di schianto al secondo turno. Fuori contro l'abbordabile canadese Harvey.

Lacrime e disperazione per la brianzola che da mesi si allenava da sola. Il motivo? "Preferisco perdere un oro piuttosto che lavorare con chi mi ha mancato di rispetto" la sua risposta. Bersaglio il maestro Tommasini, suo tecnico, colpevole secondo la Errigo di averla tradita in un allenamento per aiutare Giovanna Trillini, sua ex atleta oggi guida della Di Francisca. La ex amica oggi nemica. Fa niente che in passato lo stesso Tommasini abbia allenato contemporaneamente tutte le prime donne della scherma italiana.

Il cammino fino alla finale contro Deriglazova

Elisa ha tirato bene sin dal primo assalto, vinto 15-8 contro l'atleta di Hong Kong Lin. Poi, mentre Arianna Errigo si fermava, il successo larghissimo contro la polacca Lyczbinska (15-6), la vittoria di regolarità con la cinese Lyu e l'ingresso in semifinale. Qui la jesina ha avuto qualche tentennamento all'inizio, poi ha allargato approfittando anche della difficoltà fisica della tunisina Boubakri.

Il problema alla schiena della avversaria, che ha docunto chiedere anche il supporto dei medici sospendendo per diversi minuti il confronto, ha menomato la Boubakri che si è arresa al termine del terzo round per 12-9. Quindi la finale e la 16° medaglia prodotta dal fioretto individuale femminile nella storia delle Olimpiadi. La numero 124 in complesso per la scherma azzurra.

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