Marco Di Costanzo e Giovanni Abagnale non dovevano fare coppia in questa Olimpiade. La loro barca non sarebbe esistita senza lo stop di Niccolò Mornati per le vicende legate al doping; messa in acqua in fretta, con poche settimane per preparare l'Olimpiade, torna a casa con una medaglia di bronzo dal sapore storico. Era dal 1948 con Fanetti e Boni che un 2 senza azzurro non saliva sul podio e a Rio la magia si è ripetuta.

I due si sono allenati duramente nel preolimpico e i frutti si sono visti nelle acque brasiliane. L'oro è andato ai fortissimi neozelandesi, imprendibili con 6'59''71, mentre l'argento se lo sono presi i sudafricani che nel finale hanno tenuto duro per resistere al rientro degli azzurri: 7'02''51 contro 7'04''52.

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La doppia... medaglia di legno

E' andata male, invece, al doppio maschile di Romano Battisti e Francesco Fossi. Gli azzurri hanno chiuso al quarto posto una finale in cui si sono trovati sempre ad inseguire, senza mai riuscire a mettere la punta in zona podio. Croazia e Lituania inavvicinabili, la lotta è stata con la Norvegia che però ha costantemente guadagnato metri d'acqua lungo i 2 km del percorso. Alla fine la distanza è stata di 3''85: troppo per coltivare il sogno di verstirsi di bronzo.

Beffa anche per il 4 senza pesi leggeri, entrato in finale con grandi speranze. Quarto posto alle spalle di Svizzera, Danimarca e Francia che ci ha rimontato dopo i 1000 metri mangiando il vantaggio che i nostri Ruta, Goretti, La Padula e Oppo avevano accumulato con una partenza discreta. 

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