Niccolò Campriani entra nella storia e diventa il Signor Olimpiade del tiro a segno italiano. Due medaglie d'oro a Rio de Janeiro dopo le due (una d'oro) di Londra 2012. Un fuoriclasse della mira, che è stato capace di battere le sue paure e il pensiero della sconfitta. Potrebbe essere la sua ultima esibizione ai Giochi, se davvero darà corso al proposito di abbandonare per troppa tensione, ma di sicuro se dovesse accadere lascerebbe dietro di sè una striscia di rimpianti.

Campriani, fiorentino meticoloso al punto di curare da solo le armi che usa in gara, ha conquistato l'oro nella carabina 50 metri da 3 posizioni sparando con l'attrezzo fornito dalla sua compagna di nazionale e di vita, Petra Zublasing. Dai 50 metri a terra era stato aiutato dal collega ed ex avversario Emmons, visto che con la sua non si trovava bene. Questa volta ci ha pensato Petra ed è andata benissimo.

Rio 2016: Chi è Niccolò Campriani, medaglia d'oro nella carabina 10 metri

Campriani ha vinto una gara al cardiopalma. Ha rischiato di restare fuori nelle eliminazioni, salvato dagli errori dell'altro azzurro che ha buttato via quanto di buono costruito nei primi turni al poligono. De Nicolo ha sbagliato tutto consentendo a Niccolò di entrare nella finale con il punteggio peggiore. Poi, però, il fiorentino ha tirato con grande regolarità arrivando allo spareggio a due con il russo Kamenskiy.

L'ultimo sparo è stato fatale. Male Campriani con 9,2 e malissimo il leader che è crollato letteralemente: 8,2. Tripudio per l'Italia e per il tiro che ha chiuso i Giochi di Rio da movimento numero uno al mondo.

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