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Rio 2016, argento di Cagnotto e Dallapé nei tuffi

Quattro anni fa a Londra il podio era sfumato in extremis tra le lacrime. Ora un fantastico argento che le proietta nella storia

Quattro anni fa a Londra se ne erano andate in lacrime, beffate per 20 centesimi di punto per un tuffo (il penultimo) sbagliato clamorosamente. Una beffa atroce, cancellata in un pomeriggio carico di pioggia e nuvoloni a Rio de Janeiro. Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno riscritto la storia dei tuffi italiani con una medaglia d'argento che nobilita la loro carriera già straordinaria.

 

La gioia è esplosa in anticipo, prima ancora che le avversarie affrontassero il loro ultimo salto nell'acqua brasiliana. Costanti, spesso vicine alla perfezione e seconde dall'inizio alla fine della gara conclusiva, Cagnotto e Dallapè si sono arrese solo alla coppia cinese formata da Wu Minxhia e Shi Thingenao: troppo forti per tutti, anche per le nostre. Ma non è un problema e nemmeno un rammarico. La medaglia olimpica mancava e adesso c'è.

Finale quasi perfetta, con una sola sbavatura

La finale di Tania e Francesca è stata praticamente perfetta. Un crescendo lungo i cinque tuffi con il piccolo passaggio a vuoto del penultimo (66,03) che ha fatto venire un brivido lungo la schiena. È stato solo un attimo, però. Poi le due azzurre si sono ricomposte e hanno sigillato lo storico argento nell'ultimo salto. L'oro è andato alla Cina con 345,60 punti, poi l'Italia a 313,83 e bronzo per le australiane con 299,13. Podio recuperato in extremis, approfittando della defaillance conclusiva delle canadesi (298,32).

E pensare che dopo Londra Tania Cagnotto aveva quasi deciso di mollare tutto e ritirarsi, svuotata da quella beffa che le aveva cancellato entusiasmo e motivazioni. È stata brava e coraggiosa a rimettersi in piedi, aiutata dal padre Giorgio e da Francesca, l'amica e compagna con la quale ha composto la coppia italiana più forte di sempre.

L'argento corona la carriera della Cagnotto che nel palmares ha anche un oro mondiale (con 2 argenti e 2 bronzi) e ben 12 medaglie agli Europei (10 ori). Il padre Giorgio, da sempre punto di riferimento e anche scomodo confronto, nei Giochi ne ha conquistate 4 senza, però, mai vincere. Ma ora il paragone nn ha più senso di essere fatto.

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