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Rio 2016, beach volley: la Menegatti ci riprova con Viktoria Orsi Toth

Quinta a Londra con la Cicolari, Marta punta ora al podio in una coppia due volte in azzurro: della Nazionale e dell'Aeronautica Militare

Fisicamente non si discute, anche perché negli ultimi anni è regolarmente entrata nella classifica dei 50 atleti più sexy del pianeta stilata da diversi media anglosassoni. Ma Marta Menegatti è anche dal punto di vista tecnico una campionessa di assoluto livello, che nel beach volley si appresta a vivere a Rio la sua seconda Olimpiade consecutiva dopo il 5° posto a Londra 2012 in coppia con Greta Cicolari.

In Brasile Marta avrà invece come compagna Viktoria Orsi Toth, ungherese naturalizzata italiana, oltre che figlia del grande Laszlo, super-atleta che ha fatto la storia del decathlon negli anni Ottanta. Entrambe classe 1990, le uniche due azzurre del beach volley festeggeranno i rispettivi 26 anni proprio durante le Olimpiadi: il 14 agosto Viktoria, il 16 invece Marta. Che non solo per età si sente tutta un'altra giocatrice rispetto a Londra: "Ho acquisito maggiore esperienza internazionale", racconta, "imparando a gestire meglio le situazioni di difficoltà, e sono cresciuta in difesa. Poi, ovviamente, c'è la novità di giocare con Viktoria".

 


Com'è il vostro grado di affiatamento alla vigilia di Rio?

"Più che buono. Dal Grand Slam di Long Beach del 2013 a oggi abbiamo vinto tanto sia in Italia (inclusi due titoli tricolori) sia in giro per il mondo, a partire dal successo di Sochi in una tappa del World Tour, poi abbiamo fatto anche tanti interessanti piazzamenti".

Che tipo di giocatrice è Viktoria?
"Siamo caratterialmente diverse: lei più pacata e riflessiva, io più esplosiva. Ci compensiamo anche tecnicamente, tra difesa e attacco. E a proposito della famiglia: cresce bene anche sua sorella Reka, beacher di ottime prospettive".

Visto che compirete gli anni a Rio, che regalo sportivo pensate di farvi?
"Già esserci qualificate per le Olimpiadi è stato un bel regalo. Non nascondo però che ora però vogliamo andare il più lontano possibile e regalare un sogno a noi stesse come ai nostri tifosi in Italia".

Quali sono le coppie che temete di più?
"Se vuoi salire sul podio, un'avversaria vale l'altra, perché a questo livello sono tutte coppie molto forti. Però anche io e Viktoria lo siamo".

Scaramanzie particolari?
"Indosso sempre un paio di orecchini di perla regalo dei miei genitori. Senza quelli, non scendo in campo...".

Oltre che della Nazionale, sei anche un'atleta dell'Aeronautica Militare: doppia responsabilità nelle occasioni internazionali?
"In realtà è un privilegio fare parte dal 2009 dell'Aeronautica Militare, motivo per cui io e Viktoria (che è aviere scelto, mentre io sono aviere capo) mostriamo con orgoglio lo stemma sul braccio. Quanto a indossare la maglia azzurra, anche nel nostro caso significa vedere realizzato il sogno che avevamo sin da bambine".

Nessun timore del virus Zika o, peggio, del terrorismo internazionale?
"Nessuno. Qui a Rio de Janeiro si respira aria di gioia e fratellanza tra i popoli. E poi tra pochissimo ci sarà solo l'adrenalina di giocare un torneo olimpico".

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