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I playoff di basket visti da Recalcati

Il coach di Montegranaro sta seguendo tutte le sfide: "Milano con Siena è quella che rischia di più di perdere la faccia"

Coach Charlie Recalcati con a fianco il play Fabio Di Bella: entrambi sono stati determinanti per la salvezza di Montegranaro. (Foto Ambrogio Bignami / dailybasket.it)

Condotta la Sutor Montegranaro a un'onorevole salvezza, coach Charlie Recalcati (vincitore in passato di 3 scudetti con Varese, Fortitudo Bologna e Siena) non ha affatto archiviato il Campionato 2012-2013: riposta la lavagnetta, ha preso cuffia e microfono di RaiSport per diventare l'apprezzata voce tecnica delle dirette televisive di questi playoff di basket. Impegno che prende con la stessa serietà di tutto il resto: quando lo raggiungiamo telefonicamente, ha infatti appena finito di guardare la registrazione della quarta partita tra Siena e Milano,  essendo chiamato a commentare il quinto match della serie sabato in quel di Desio. Dopo aver analizzato le 8 migliori squadre del torneo da avversarie di regular-season, non smette dunque di averle sotto la lente d'ingrandimento anche ora: l'interlocutore migliore per una prima analisi di questi quarti di finale che, eccezion fatta per la sfida tra Varese e Venezia, sono ancora davvero aperti a qualsiasi conclusione.

Coach Recalcati, l'equilibrio che stiamo vedendo nelle serie è solo la diretta proiezione di quello che si è visto nella regular-season o c'è dell'altro?
"Direi che è la conferma di ciò che si è visto nella regular-season e di una conseguente classifica finale che ha creato abbinamenti tra squadre più forti sulla carta e altre più regolari nei fatti, con sfide quindi sempre in bilico. Non a caso l'unica serie in cui s'è vista in termini assoluti un'effettiva differenza di valori è quella tra Varese e Venezia, cioè la prima contro l'ottava".

Le serie al meglio delle 7 partite non rischiano però di annacquare i valori tecnici e le soluzioni tattiche?
"Sicuramente si sta vedendo uno scampolo di stagione con un basket diverso da quello giocato sino a una quindicina di giorni fa, e questo proprio per la frequenza degli incontri: il prossimo sarà il quinto match in 8 giorni e siamo appunto solo ai quarti… È quindi evidente che per imporsi non contano più solo i fattori tecnici-tattici, ma anche la lunghezza delle panchine, motivo per cui i club con ancora risorse da spendere si sono attrezzati in questo senso. Determinante sarà anche la capacità di recupero: in termini assoluti, 48 ore sono sufficienti per ricaricare le pile, ma il problema sta nel riuscire a farlo una settimana dopo l'altra".

Chi la dura, la vince, insomma…
"Di certo i muscoli diventano determinanti, come dimostra il fatto che sinora in  ogni singolo capitolo di ciascuna serie ha sempre prevalso la squadra che ha  aggredito fisicamente la partita con maggiore intensità. Dopo di che si sono viste anche buone scelte qualitative e interessanti soluzioni tattiche dei coach, oltre che grandi gesti individuali da parte dei tanti campioni che stanno dando vita a questi playoff".

Un giocatore che l'ha colpita più di tutti e che a suo avviso può arrivare a fare la differenza?
"Non solo per affetto, dico Daniel Hackett: in regular-season e anche in Eurolega è stato spesso usato come uno specialista, come un giocatore tattico, mentre ora parte subito in quintetto e nelle ultime due vittoriose partite contro Milano ha dato a Siena la carica giusta per aggredire la partita e impattare la serie. Non credo però che un solo giocatore basti nei playoff: le squadre che faranno strada, saranno quelle capaci di trovare sempre nuovi protagonisti nei loro roster".

A proposito di Milano-Siena: concorda sul fatto che sia una sfida particolare, dove c'è in gioco qualcosa in più del semplice passaggio del turno?
"Sicuramente. Nei pronostici di inizio stagione dovevano essere le due finaliste e invece eccole giocarsi tutto nei quarti. Con una differenza: Siena ha comunque giocato le Top 16 di Eurolega e ha vinto la Coppa Italia, quindi non vivrebbe l'eliminazione come un fallimento assoluto perché non si ritroverebbe a mani completamente vuote; un'uscita ai quarti di Milano sarebbe invece un vero flop per il club, che non ha certo mai nascosto le sue ambizioni di tornare in cima al basket nazionale spodestando proprio i toscani".

In questa prima parte di playoff ha visto qualche squadra più in crescita rispetto alle altre?
"No, ho visto soprattutto una grande altalena di prestazioni. Di certo però non può passare inosservata la capacità di reazione di Siena, che dopo un girone di ritorno da 9° posto (che l'avrebbe quindi esclusa dai playoff) e uno 0-2 iniziale, ha saputo reagire con due eccellenti prestazioni in casa. E lo stesso si può dire di Cantù, in difficoltà durante la parte finale della stagione regolare e comunque capace di riequilibrare anch'essa la serie contro Sassari. Ma lo ripeto: sinora nessuna squadra ha dato l'impressione di aver trovato un reale assetto vincente".

Da ex ct della Nazionale, come sta vedendo gli italiani anche in previsione dei prossimi Europei di settembre in Slovenia?
"Ci sono tanti italiani protagonisti e dobbiamo essere ottimisti in chiave azzurra. Oltre al già citato Hackett, con la maglia di Milano sta giocando ottimi playoff Alessandro Gentile, la cui leadership offensiva è in continua crescita, così come il suo compagno Nicolò Melli, al quale coach Scariolo sta giustamente dando sempre più minuti. Poi ci sono le conferme di quanto già fatto in regular-season da parte del canturino Pietro Aradori e del romano Gigi Datome, eletto tra l'altro miglior giocatore del Campionato. Infine c'è Achille Polonara, passato in un solo anno dal giocare per la salvezza con la maglia di Teramo al lottare per lo scudetto con quello di Varese, che a dispetto di alcuni problemi fisici sta giocando con grande autorità, dimostrando così di essere ormai un giocatore maturo".

Ultima domanda a margine: come sta andando la sua esperienza di commentatore televisivo?
"L'avevo già fatto per RaiSport nel 2001 in occasione degli Europei in Turchia e poi saltuariamente per Sky: è un ruolo che mi piace e mi gratifica. Cerco di spiegare i dettagli tecnici nel modo più divulgativo possibile: il nostro è uno sport popolare, ma sicuramente abbiamo bisogno di attirare nuovi spettatori e in questo senso ritengo sia molto utile metterli in condizione di capire alcuni risvolti del gioco per coinvolgerli ancora di più nella partita. Come le squadre in campo, anch'io cercherò allora di fare del mio meglio da qui alle finali".

Si ringrazia per le immagini il sito dailybasket.it .

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