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Paralimpiadi: Derek, campione tra i campioni

Dato per morto in Afghanistan, il soldato britannico diventa una stella del lancio del disco. E’ a Londra per vincere una medaglia

Derek, a sinistra, mentre viene aiutato a rialzarsi dal Primo ministro inglese Gordon Brown e dal giocatore di rugby Lawrence Dellaglio (Credits: AP Photo/Stefan Rousseau, PA)

“Hanno pensato che fossi morto. Mi hanno messo in un sacco per cadaveri e si stavano preparando per riportarmi a casa. Poi, hanno sentito che il mio cuore batteva ancora, ero ancora al mondo”. Storia di ordinaria follia in Afghanistan. Una delle tante. Il soldato britannico Derek Derenalagi, impegnato in uno dei teatri di guerra più sanguinosi del pianeta, viene ferito gravemente da una bomba che viene fatta esplodere al passaggio della sua Land Rover. L’ennesimo massacro, pensano i colleghi che accorrono sul posto e sono convinti di non trovare superstiti. In effetti, Derek è ridotto male, le gambe sono andate, sembra morto.

E invece, no. Respira ancora, a fatica, ma respira ancora. Un mezzo miracolo, dicono in tanti. Era il 2007. Oggi, a 5 anni di distanza da quella tragedia, superando un dolore e una sofferenza che soltanto chi vive un’esperienza simile può comprendere fino in fondo, Derek Derenalagi sarà sulla pista dello Stadio Olimpico di Londra per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi. Ce l’ha fatta. E’ scampato agli orrori della guerra. E ora vuole vincere una medaglia. La sua medaglia, l’ennesima.

Sì, perché Derek ha già vinto la sua personalissima battaglia contro la morte. E’ tornato al mondo, come dice lui in un’intervista al Sun , quasi per caso, quando ormai tutti lo davano per spacciato. “Mi piacerebbe avere la possibilità di iniziare una nuova vita che mi permetta di ispirare gli altri. Ho giurato che sarebbe stato quello che avrei fatto una volta uscito dall’ospedale”, disse alla moglie Ana poco dopo il risveglio all’ospedale di Birmingham. Stava per cominciare il secondo tempo della sua vita. E voleva fortemente che tutto andasse per il meglio.

L’ispirazione gli arriva durante la lunga degenza al centro di riabilitazione di Headley Court, nel Surrey. Costretto a letto, con due protesi artificiali al posto delle gambe, Derek segue le Paralimpiadi di Pechino 2008 e capisce che quella è la sua strada. Detto, fatto. Lo sport entra in modo importante nel suo quotidiano. Tanto che poco alla volta diventa la ragione determinante del suo lento ma inarrestabile recupero. Derek sceglie di specializzarsi nel lancio del disco e i risultati della sua nuova passione non passano inosservati, premiando gli sforzi di mesi di preparazione.  

Sì, perché di recente il soldato britannico originario delle Isole Figi ha vinto gli Europei paralimpici con un lancio di 41,41 metri. Campione europeo, altro che storie. Derek fa sul serio e a Londra, la sua Londra, vuole fare bene. Perché vincere una medaglia a due passi da casa sarebbe la soddisfazione più grande. “Io non sono Superman. Ci sono stati periodi neri, non posso negarlo, ma quando mi sento giù mi ricordo di coloro che non ce l'hanno fatta a tornare a casa”. Derek, uno dei tanti, uno dei migliori.

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