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Mondiali di ciclismo: Gilbert non perdona

Il belga stacca tutti a meno 2 km dall'arrivo. Nibali gelato dall'azione strepitosa dello specialista delle Classiche

Philippe Gilbert, un altro grande successo per lo specialista delle Classiche (Credits: AP Photo/Manu Fernandez)

Gilbert, Boasson Hagen, Valverde. Dunque, Belgio, Norvegia e Spagna. Il podio della gara in linea di Valkenburg, ultimo episodio dei Mondiali su strada 2012, si decide a meno di 2 chilometri dall'arrivo, come prevedibile. Nibali davanti a tutti prova a resistere all'attacco all'arma bianca di 4 avversari con la maglia del Belgio. Gilbert suona la carica e in pochi secondi fa il vuoto. Lui a sfrecciare come un missile, gli altri dietro a capire cosa fare, svuotati nel fisico e nello spirito da un'azione irresistibile.

Il capitano della squadra belga, un grandissimo delle Classiche (2 volte primo al Giro di Lombardia, 1 vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi, tanti podi e tanta gloria), torna a casa con due medaglie d'oro. Sì, perché i Mondiali si erano aperti domenica scorsa con la crono a squadre in cui i padroni di casa hanno vinto il duello con gli Stati Uniti, staccati di un nulla. Si diceva che Gilbert non fosse tra i favoriti per via di una stagione con molti alti e bassi. E invece, ecco il colpo del campione. Ennesima conferma per uno dei migliori interpreti di queste prove da tutto o niente. Di questo e di molto altro ne parliamo con Riccardo Magrini, voce del ciclismo per Eurosport.

Contro un Gilbert in forma strepitosa, c'era probabilmente poco da fare...

Sì, è stata una corsa molto veloce, tirata a oltre 44 Km/h di media. C'era evidentemente ben poco da fare anche per le azioni che si erano prefissati gli azzurri. La squadra ha fatto quello che poteva fare. Cataldo, Nocentini, Marcato e Ulissi sono stati protagonisti di azioni di tutto rispetto. Come dire, tutto sommato l'Italia si è comportata bene. Se poi vogliamo andare a cercare il pelo nell'uovo, possiamo dire che nel finale abbiamo sbagliato. Mi sembra un po' inutile quanto ha fatto Nibali.

Appunto. Era chiaro già alla vigilia che Nibali avrebbe potuto soffrire il testa a testa con il belga...

Ma sì, l'unica cosa che poteva fare Nibali l'ha fatta invece Voeckler, che ha tentato di andargli via da lontano, da 50  a 60 chilometri. Se Vincenzo si muoveva allora, in quel punto, avrebbe potuto fare qualcosa di più, cercando di sfruttare il lavoro dei ragazzi che aveva davanti. Poteva entrare nella fuga in cui c'erano Marcato, Cataldo, Nocentini e Ulissi. Ma così... E' stata un'azione un po' assurda, anche perché aveva Gilbert a ruota che gli ha negato anche il cambio...

Nibali è stato protagonista di una stagione straordinaria. Gli si può perdonare un passaggio a vuoto...

Ma sì, ci mancherebbe. Non possiamo dire che la Nazionale azzurra abbia perso il Mondiale. Ha fatto la sua corsa con personalità, ma contro quei corridori lì non c'era niente da fare. Ha fatto una grande gara Boasson Hagen, che ha agito di rimessa perché non aveva neanche una Nazionale. Sono in due, quindi... E' andato straforte Valverde e più in generale è andata bene la Spagna, che ha trovato l'unità nel finale. Onore e merito anche al Belgio, che ha corso sempre bene e con molta accortezza. Hanno fatto quello che dovevano fare, perché Gilbert ha quello di bello, quello doveva fare e gli è riuscito benissimo. E' stato un Mondiale che non ha disatteso, ecco. Perché ha vinto un favorito della vigilia...

Tuttavia, per lui il 2012 non era stato fino a oggi ricco di soddisfazioni, anzi. Il belga aveva fatto decisamente meno bene rispetto agli anni scorsi...

Vero quello che dice, perché Gilbert ha praticamente riaperto la stagione un mese fa, con i due successi alla Vuelta. E' entrato in condizione in Spagna, ha trovato il momento giusto. Era poi il suo percorso, fatto su misura per lui, che ha vinto da quelle parti anche due Amstel Gold Race. La sua dote principale è la sparata eccezionale nel finale, che pochi possono reggere e oggi l'ha sfruttata al meglio. Sono convinto che da qui al finale di stagione potrà raccogliere altre soddisfazioni. Certo, se non festeggerà troppo stasera...

Cosa salvare e cosa invece rivedere della spedizione italiana nei Paesi Bassi? Convinto delle scelte del ct Bettini?

Credo che questo sia il meglio che possa offrire oggi il panorama italiano. Oggi c'erano 7 debuttanti, Bettini ha portato chi doveva portare. Non c'era grande scelta. Nelle Classiche non abbiamo grandi corridori. L'unico che sembra avere i numeri per fare bene in prospettiva è Moreno Moser. Era al suo primo Mondiale e ha dimostrato di tenere bene il chilometraggio. Se crescerà bene, potremo davvero andare a giocarcela nei prossimi anni, altrimenti sarà difficile fare meglio.

Uomini così così, donne fantastiche. L'Italia delle due ruote deve dire grazie ancora una volta a loro. Due bronzi, Anna Stricker e Elisa Borghini, e tanti applausi...

Fino a non molto tempo fa, facevamo l'accoppiata. Andavano forte le donne e vincevamo anche noi uomini. Ripeto, trovare un altro Bettini è difficile. Abbiamo vinto in passato perché avevamo gli interpreti giusti, ora si tratta di creare un nuovo ciclo.

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