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Mondiali di ciclismo: domenica un'Italia all'assalto

L'analisi di Magrini (Eurosport): pronostico incerto, Gilbert e Valverde i favoriti. L'Italia parte dietro e deve attaccare

Il belga Philippe Gilbert, uno dei favoriti per il titolo di campione del mondo (AP Photo/Peter Dejong)

"Sarà una gara aperta, dura e su un circuito tosto. Insomma, ci sarà da divertirsi". Riccardo Magrini, voce e anima del ciclismo su Eurosport, è sicuro che il mondiale di ciclismo  (che si corre domenica in Olanda) non avrà nulla di scontato. Tanti i corridori in grado di giocarsi il titolo iridato sui 267 chilometri che portano da Maastricht a Valkenburg. Un tracciato impegnativo con una prima parte in linea e poi i 16,5 chilometri del circuito, da ripetersi per 10 volte. L'arrivo è posizionato a 1700 metri subito dopo il Cauberg, un monte con pendenze fino al 12%. Tra quelli che scollineranno per primi all'ultimo passaggio ci sarà il futuro campione del mondo. Il pronostico però lo lasciamo a Magrini.

Allora Magrini, partiamo subito con il pronostico. Chi è il suo favorito per il titolo?

"D'istinto mi verrebbe da dire Valverde. Il circuito però mi sembra perfetto per le caratteristiche di uno come Gilbert. Se non altro perchè il belga ha questa capacità straordinaria di scattare sulle salite vicino all'arrivo, la cosiddetta "sparata", perfetta per la salita del Cauberg, un paio di chilometri prima del traguardo. Bisogna vedere come gestiranno la sua convivenza in squadra con Tom Boonen che è uno che richiede determinate attenzioni. E poi di corridori che possono fare la sparata ce ne sono tanti. Rodriguez e Contador sono tra questi."

Gli spagnoli sono tra i favoriti ma potrebbero pagare le fatiche della Vuelta...

"Contador le ha già pagate nella cronometro (terminata con il 9° posto ndr) ma la gara in linea è un'altra cosa. Il problema vero della Spagna sarà trovare un accordo tra i big. Tra Rodriguez e Valverde sono sicuro che non corra buon sangue..."

In che senso?

"Nell''ultimo giorno di Vuelta Valverde ha strappato la maglia della classifica a punti a Rodriguez che già aveva perso la testa della classifica generale. Da allora so che i due non vanno un granchè d'accordo. Tra l'altro nella Spagna c'è anche Freire, uno che ai mondiali fa sempre bene e che potrebbe allearsi con il suo compagno di team Rodriguez. Insomma gli spagnoli sono i più forti ma potrebbero farsi la guerra e queste sono cose che contano in una gara del genere. Soprattutto se dovessero ritrovarsi in un gruppo ristretto, magari in fuga."

Cosa ne pensa del tracciato di quest'anno?

"E' un percorso particolare che renderà la corsa più aperta e difficile da interpretare. Le strade sono strette ed il Cauberg poco prima dell'arrivo, dopo una stagione intera nelle gambe, si farà sentire. Inoltre potrebbe aggiungersi la variabile del freddo come nel 1998, quando il mondiale si corse su queste stesse strade (quella volta la temperatura oscillò tra i 6 e 9 gradi ndr)."

Quindi è un tracciato che le piace?

"Si, perchè premia i corridori completi e nei 10 passaggi sul circuito regala poco respiro. Non si potranno buttare via energie inutili e chi lo farà potrebbe crollare. Sarà una gara aperta e quindi sicuramente spettacolare."

Per Wiggins, dominatore del Tour e medaglia d'oro a Londra, nessuna speranza?

"Francamente mi sembra che sia Wiggins che Froome abbiano esaurito tutte le loro energie, fisiche e mentali. D'altra parte i loro obiettivi erano altri e li hanno già raggiunti in pieno."

Parliamo dell'Italia. Quali sono le speranze per gli azzurri?

"Quest'anno l'Italia, contrariamente al solito, non parte di certo tra le favorite. E' una squadra giovane senza un vero e proprio leader. L'uomo di punta è ovviamente Nibali che una volta andava forte anche in linea ma che oggi è un corridore da corsa a tappe. Non avendo nulla da perdere il cittì Bettini potrebbe ideare una strategia tutta all'attacco, magari con una fuga da lontano."

E Nibali potrebbe essere l'uomo giusto...

"Vincenzo ha la gamba per dare lo strappo ma non deve essere lasciato solo. Ipotizzando una fuga con una ventina di corridori qualcuno degli italiani deve per forza rimanere con lui. In questo cose però mi sembra che Bettini sia molto bravo. Lo ha già dimostrato alle Olimpiadi."

Il giovane Moser potrebbe essere la sopresa tra gli italiani?

"Moser è un corridore che mi piace moltissimo. Ha solo 21 anni ma ha già vinto e ha fatto vedere grandi qualità proprio nell'allungo vicino al traguardo. Se riuscirà stare con i primi fino alla fine potrebbe giocarsi le sue chances sull'ultima salita."

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