Maria Sharapova dopo la vittoria contro Simona Halep agli Us Open dell'agosto 2017
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Maria Sharapova, un "brand" in movimento

Dopo il fermo per doping la tennista torna a vincere agli US Open indossando un completino di pizzo e brillantini che non è passato inosservato

Ha inventato una tavoletta di cioccolato che porta il suo nome, e anche delle caramelle - le Sugarpova - ispirate dal suo gusto, disegna linee d'abbigliamento sportivo, presta il volto a campagne di moda, è testimonial di numerosi brand, cura un blog personale, ha scritto un libro, è super attiva sui social network e, incidentalmente, è anche una delle tenniste più forti al mondo.

Si tratta della trentenne siberiana Marija Yuryevna Šarapova, nota con l'occidentalizzato nome di Maria Sharapova, la tennista russa tornata a vincere agli US Open dopo i 15 mesi di squalifica per doping nel 2016.

Glamour e vincente

Coperta da un completino Nike con corpetto pizzo e Swarovski incastonati sulla gonna (disponibile in due modalità, bianco e nero) Maria sulla terra rossa ha dimostrato di avere ancora molto da dare passando il turno dopo aver battuto in due set Simona Halep, la numero due al mondo.

 "Questa vittoria significa tantissimo - ha commentato la Sharapova - Lavoro duramente per notti come questa. Sotto questo abitino con cristalli, c’è una ragazza buona e non andrà via".

 

Un brand chiamato Maria

E infatti sotto quel completino di cristallo c'è molto di più: un'atleta certo, ma soprattutto una macchina da guerra del marketing, un modello concreto della capacità di trasformare un nome in un brand e la personificazione delle incredibili potenzialità che la visibilità fornisce per fare soldi.

Basta dare un'occhiata al suo sito internet per trovare il volto della Sharapova prestato alle più disparate sponsorizzazioni che vanno, appunto, dalla tavoletta di cioccolato alla macchina di lusso.

Gli anni del successo

Nel 2006 Maria era, secondo Forbes, la tennista più ricca al mondo con un patrimonio stimato che si aggirava intorno ai 195 milioni di dollari dei quali solo 34 provenienti dal suo lavoro di tennista. Il resto era tutto frutto del marketing e delle sponsorizzazioni eccellenti: auto (Porsche, Land Rover), gioielli (Tag Heuer, Tiffany & Co.), linee sportive (Nike), bibite energetiche (Gatorade e Tropicana); tutto quello che poteva fruttare denaro veniva monetizzato e trasformato in arricchimento per le casse della Sharapova.

Dal 2006 al 2009 Forbes la incluse nella lista delle 100 personalità più potenti al mondo e ancora nel 2015 era la sportiva più ricca del pianeta.

Il doping

Poi la squalifica per doping: 15 mesi di fermo in cui la tennista, oltre al lavoro, perse tutte le sponsorizzazioni e i contratti pubblicitari.

Maria, però, anche in questo caso non ha mollato. Invece che cospargersi il capo di cenere e piangersi addosso ha approfittato del fermo forzato per iscriversi all'Università di Harvard e frequentare il Business of Sport, Media and Entertainment Course, un corso dedicato alle celebrità che vogliano imparare a creare un brand sul proprio stesso nome. 

Il ritorno sui social network

Maria studia e si applica con un talento naturale che le deriva da decenni d'esperienza sul campo e potenzia soprattutto il fattore social diventando potentissima su Facebook con 15.400.000 fan e Twitter dove conta 6.770.000 follower cui vanno aggiunti i quasi tre milioni di Instagram.

Un impero social che moltiplica ogni giorno utilizzando anche il suo sito web per promuovere post, tweet e foto.

Centottantotto centimetri di bellezza siberiana incorniciata in una chioma biondo platino e occhi azzurri aggiungono glamour e sensualità alla macchina del business e Maria rappresenta l'ideale estetico dell'atleta bella e brava.

Solo lei, infatti, nel rank mondiale del tennis professionista si può permettere di presentarsi a un torneo importante come gli U.S Open con una maglietta di pizzo e una gonna con i brillantini riuscendo a essere credibile. E a vincere. Una volta di più. 

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