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Le"mie" Dolomiti tra gioia e fatica

Il racconto della Maratona fatto da Gianluca Santilli (Org. Granfondo Roma)

Il gruppo di Bicitaly che ha partecipato alla Maratona dles Dolomiti 2012

Farla per la prima volta, come molti di Bicitaly, il gruppo che ho l'onore di coordinare, o averla fatta oltre 10 volte è esattamente la stessa cosa: la Maratona dles Dolomites è emozione pura.

Tutto comincia alle prime luci dell’alba, in questa edizione 2012 rallegrata da una temperatura tutt’altro che alpina. Sono migliaia i ciclisti che si avviano verso le rispettive griglie di partenza: silenziosi ed emozionati, tutti e senza eccezioni.

La giornata è stupenda. Caronte è arrivato anche in Val Badia ma per noi farà un’eccezione e non ci traghetterà all’Inferno bensì in Paradiso.

La Maratona dles Dolomites è una manifestazione monumento alla quale sono particolarmente affezionato (ho partecipato ad oltre 10 edizioni) tanto è vero che l'ho fortissimamente voluta all'interno di Five Stars League, la Champions delle granfondo ciclistiche italiane, da me presieduta e ideata con i più importanti organizzatori per diffondere i principi della tutela della salute, dell’etica, dell’ecologia. Un gemellaggio tra le 5 gare ciclistiche amatoriali più rappresentative alla quale si unirà a breve anche la Granfondo Campagnolo Roma, che avrà la sua prima edizione il prossimo 14 ottobre.

Un evento che farà pedalare migliaia di persone su via dei Fori Imperiali guardando il Colosseo e attraversando l’Appia Antica e al quale parteciperanno tantissimi personaggi dello sport tra cui Paolo Bettini, Jury Chechi, Antonio Rossi e da ultimo Miguel Indurain che ho avuto il piacere di invitare proprio pedalando insieme la scorsa domenica sui passi della Maratona dles Dolomites.

Ma torniamo alla Maratona, e a quello sparo che alle 6.30 da il via a quei fortunati 9000 partecipanti.
Pochi chilometri e Corvara ci accoglie tra ali di folla. I tanti accompagnatori si sono sobbarcati la levataccia e sono lì ad acclamare tutti. Il ciclismo è bello anche per questo. Non ci sono tifosi schierati o, peggio, contro.

Il Campolongo è antipasto perfetto. Il serpentone di ciclisti si ingrossa. I primi sono già volati via ma la Maratona non è a mio avviso quella dei primi che scimmiottano i professionisti ma è nella enorme pancia del gruppo. Fatica e già sudore. Facce tese e rilassate. Maniaci della prestazione e ciclisti che si guardano attorno.

Dopo tanto agonismo, invero poco logico in un contesto amatoriale, da qualche anno prediligo godermi e centellinare ogni metro di quelle strade e di quegli straordinari scenari.
La mia scelta quest'anno ricade sul percorso medio, cioè il percorso di circa 106 km e 3.000 metri di dislivello. C’è anche il Sella Ronda, noto anche come giro dei 4 passi e la Maratona vera e propria di quasi 140 km con l’ascesa al passo Giau, a fare da spauracchio.

Sul Pordoi la fotografia più bella. Tutti i tornanti in vista e solo bici. Che spettacolo!
Penso che potrò abbinarla con il Fori Imperiali ed il Colosseo sullo sfondo: un meraviglioso spot per il turismo sportivo in Italia.

Ecco che arriva il passo Gardena e l’immancabile intervista con il simpaticissimo Gigi Sgarbozza che mi chiede di presentare la Granfondo Campagnolo Roma. Approfitto dell’occasione per descriverla a tutti i telespettatori, spiegando la mia intenzione di farne un evento funzionale a trasmettere messaggi su salute, solidarietà, ecologia, sicurezza stradale. Roma è perfetta cassa di risonanza e sarebbe un peccato non sfruttarla limitandosi all’autoreferenzialità.

Attendo alcuni amici del mio gruppo e proseguo con loro. Siamo in quattro.
Pedalare assieme in una granfondo è poco usuale. E’ strano ma è così Spesso la logica di approccio è quella individualistica. Non per me né per Bicitaly. Speriamo di fare proselitismo perché il divertimento è garantito anche se, come è normale, qualcuno fatica di più e qualcuno di meno ma si arriverà tutti assieme di sicuro.

Nella seconda parte del percorso ci attende di nuovo il Campolongo, la valle Agordina da Arabba, la lunga ma regolare salita del Falzarego che culminerà sul passo Valparola, un solo chilometro con pendenze superiori al 10% e con quasi 3.000 metri di dislivello nelle gambe: sadismo puro che si innalza esponenzialmente per chi percorre il percorso lungo. Ma scavallare quell’ultimo passo è il momento che sogni sin dalla partenza.

E’ fatta!

La lunga e tecnica discesa verso La Villa è bellissima ed altrettanto veloce. E quasi volando eccoci di nuovo dove eravamo partiti 5 ore fa. Già sono arrivati i primi uomo e donna del percorso lungo.
Corvara, curva a destra, curva a sinistra. L’arco di arrivo ci accoglie. Il sorriso è il tema che quel fenomeno geniale del mio amico Michil Costa ha dato a questa edizione ed il sorriso riempie i nostri visi e soprattutto riempirà quelli dei bambini dal viso deturpato, grazie ai medici di Operation Smile, partner di Granfondo Campagnolo Roma, alla quale sarà destinato parte del ricavato della manifestazione.

La Maratona dles Dolomites è questo sia che la corri con spirito agonistico che da perfetto cicloamatore: da un lato non vedi l’ora di arrivare, dall’altro all'arrivo vorresti riavvolgere il nastro e ripercorre tutte le emozioni provate lungo il percorso e goderti ogni secondo di questa magnifica pedalata.

Il giorno dopo si torna al lavoro, alla vita di tutti i giorni ma il pensiero è ancora là, a quegli splendidi scenari, patrimonio mondale dell'umanità, sapendo che dovremo attendere un anno intero per godere di nuovo di queste emozioni che solo i 9.000 della Maratona possono capire.
Gianluca Santilli

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