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Le passioni di Julia Mancuso (oltre lo sci)

A Cortina d'Ampezzo per la tappa di Coppa del mondo, la campionessa americana di origini italiane parla di hobby e amore

La campionessa americana Julia Mancuso, in gara nel weekend a Cortina per la Coppa del mondo (Credits: Head)

Domani e domenica, Cortina d’Ampezzo si tinge di rosa per la tappa della Coppa del mondo di sci alpino femminile. Tra le protagoniste del weekend italiano c’è Julia Mancuso, unica sciatrice americana ad aver vinto tre medaglie olimpiche (Lindsey Vonn è a quota due). La 28enne campionessa del Nevada di origini italiane – che in carriera ha conquistato 37 podi tra Coppa del mondo e Mondiali tra discesa libera, slalom gigante e superG – racconta le sue passioni lontano dalla pista. Dal telefono ai tacchi alti, dalla pizza all’ukulele, per non parlare di Aksel Lund Svindal, il fidanzato-collega due volte campione del mondo.

Non potrebbe vivere senza…?

Smartphone. Il lavoro mi tiene lontana da casa diversi mesi l’anno e per me è davvero indispensabile. Come se non bastasse, sono una gran chiacchierona, così, per non sentirmi sola, chiamo il mondo. Nell’ordine: mia madre, mio padre (i genitori sono divorziati, ndr), quindi è il turno delle sorelle. Ne ho tre: April, la maggiore, ha 32 anni, è medico e vive a Detroit – io sono la seconda – mentre la terza, Sara, di 21 anni, si è trasferita a Los Angeles per occuparsi di musica. Taly, 9 anni, abita con me e mamma a Olympic Valley, in California.

Al suo ragazzo, Aksel Lund Svindal, non telefona?

Certo, lo lascio per ultimo, così possiamo parlare con calma.

Da quanto tempo state insieme?

Poco meno di tre anni, ormai.

È l’uomo della sua vita?

In questo momento sì, non ho dubbi! (ride, ndr).

Cosa l’ha colpita di lui?

Tanto per cominciare, è impossibile non notarlo, considerata la stazza che ha! Fisico a parte, mi a conquistato il carattere allegro. Aksel sprizza felicità da tutti i pori, è sempre positivo e di buonumore.

Il lungo “tour” di Coppa del mondo non renderà facile incontrarvi.

Vero, per fortuna esistono le vacanze! Tra le mie visite in Norvegia e le sue negli Stati Uniti, ci vediamo spesso. Quando poi ci trasferiamo alle Hawaii, possiedo una casa a Maui, non dico che siamo inseparabili ma quasi.

Inverno in montagna, estate al mare.

Sempre immersi nello sport, però: a Maui ci divertiamo con surf, kitesurf, paddling, in pratica, stiamo in acqua tutto il giorno.

E la sera?

Ci riposiamo dalle fatiche! Io mi rilasso ai fornelli, cucino per noi due e per gli amici: sono uno chef con i fiocchi, sa?

La ricetta che le riesce meglio?

Be’, i miei risotti non li batte nessuno: del resto, nelle mie vene scorre sangue italiano, il cognome che porto non mente. E nemmeno quello di mia madre: si chiama Tuffanelli. I miei quattro nonni sono nati in Italia.

In cosa si sente italiana?

Nel carattere: sono solare, empatica, estroversa come voi. E ho le vostre stesse passioni: il vino – le bottiglie californiane non sono niente male, ma con quelle italiane non c’è paragone – la cucina e la moda.

Il suo piatto preferito?

La pizza! E non transigo: altro che ananas o patatine sopra: io pretendo l’originale, ecco perché la mangio solo in Italia, in qualsiasi altro posto è una schifezza. Di solito la ordino alla diavola: adoro i sapori piccanti, metterei il peperoncino ovunque.

Uno strappo alla regola nella dieta ferrea da atleta. Ne fa altri?

Sono cioccolato-dipendente, per questo sono felice di venire in Europa a gareggiare: è il paradiso delle praline e ne faccio sempre una scorta maxi! In particolare, adoro le tavolette con le scorze d’arancia; me ne porto sempre una in borsa.

La sua terza passione italiana è la moda, diceva.

Sì, pensi che da ragazzina sognavo di diventare stilista. Per ora ho realizzato una linea di lingerie, che si chiama Kiss My Tiara; un giorno mi dedicherò ai vestiti, chissà. Di sicuro, disegnerei capi che indosserei io stessa.

Cioè?

Niente di super elegante. Sarà perché le occasioni di gala sono rare, nel mio guardaroba gli abiti chic si contano sulle dita di una mano. Di solito mi vesto casual ma femminile: jeans skinny, camicia e… tacchi alti appena posso! Le scarpe sono la mia rovina: ovunque mi trovi, un giro nei negozi di calzature non manca mai.

Nemmeno nei weekend di gara?

Nemmeno nei weekend di gara. Anzi, approfitto proprio delle trasferte per andare alla ricerca di modelli sfiziosi che non trovo in California. L’ultimo acquisto? A St. Moritz, a dicembre: ho comprato un paio di sneakers con la zeppa e ha portato bene, sono salita sul podio!

Oltre che con lo shopping, come si distrae nei giorni di "lavoro"?

Mi piace fotografare, soprattutto i paesaggi; è un hobby recente ma è già diventato una mania. Per colpa di Instagram, una trovata geniale: in un attimo, scatto, e condivido su Twitter con tifosi e amici.

A proposito di amici, tra le avversarie ne ha trovata qualcuna?

Il nostro ambiente è sereno e mi trovo bene con tutte. Con la britannica Chemmy Alcott ho un legame speciale, la considero la mia quarta sorella; come ho un rapporto splendido con Laurenne Ross, mia compagna di squadra e di serate.

Cosa fate?

Dopo cena, Intratteniamo le ragazze nel bar dell’hotel. Laureen è una cantante e una musicista fenomenale, suona chitarra, pianoforte e violino; io la accompagno all’ukulele.

Va d'accordo anche con Lindsey Vonn e Tina Maze, che in questo periodo riscuotono più successo di lei in pista?

Sì, forse perché l’invidia non mi appartiene: è una lezione che ho imparato proprio dallo sport, che premia soltanto chi se lo merita. Se vinci tu, significa che sei migliore di me. Quindi? Quindi hai la mia stima, il mio rispetto e non posso che complimentarmi con te per la tua bravura.

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