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Europei di basket 2013: l'Italia è pronta. Parola di Aradori

Pietro è sicuro che gli azzurri saranno protagonisti in Slovenia a dispetto delle assenze. E accetta l'invito a raccontare il prossimo Campionato per Panorama.it 

Pietro Aradori, 24 anni, guardia di Cantù e tra gli azzurri con più punti nelle mani ai prossimi Europei di basket in Slovenia. (Credits: archivio Fip - Ciamillo/Castoria)

Manca ormai meno di una settimana all'esordio dell'Italia contro la Russia agli Europei in Slovenia. Qual è l'atmosfera nel clan azzurro?

"Buona, direi. Abbiamo tutti una gran voglia di lottare, vincere e ottenere il migliore risultato possibile. Sappiamo di poter giocare a un buon livello e per questo non dobbiamo temere alcun avversario".

Quali sono a tuo avviso le favorite al titolo?

"Grecia, Turchia, Spagna e Francia sono fortissime, un gradino sopra alle altre. Ma tutte sono ben attrezzate e possono puntare, se non all'oro, a un buon risultato finale".

Qual è il punto di forza dell’Italia?

"Il gruppo, senza dubbio: siamo molto uniti e lavoriamo praticamente in simbiosi. Per quanto concerne l'aspetto tattico, invece, abbiamo diverse soluzioni con gli esterni che a mio avviso ricopriranno un ruolo decisivo. Rispetto agli avversari più forti del girone (Russia, Grecia, Turchia, ndr), disponiamo di meno lunghi e di certo abbiamo subìto un brutto colpo per il forfait di Andrea Bargnani, ma cercheremo di sfruttare al massimo le qualità di Marco Cusin, Nicolò Melli e Angelo Gigli cercando di giocare un basket più aggressivo e veloce. Se hai meno fisicità, devi puntare sull'agilità".

Oltre a Bargnani, mancheranno anche Danilo Gallinari e Daniel Hackett...

"Certo era meglio se avessimo potuto contare anche su di loro, ma non mi va che ogni volta si finisca per parlare più degli assenti che dei presenti. Non è un fatto strano che dei giocatori manchino all’appello: le assenze ci saranno sempre nella nostra Nazionale come nelle altre. Gallinari, Hackett e Bargnani sono elementi importanti, certo, ma la loro assenza non può e non deve essere un alibi. Ci siamo noi e sono certo che daremo tutti il massimo".

Inclusi i due "superstiti" Nba Gigi Datome e Marco Belinelli: il tuo giudizio dopo la preparazione insieme per gli Europei?

"Che giocatori! Gigi è un ragazzo straordinario, oltre che un tiratore pazzesco. E complimenti valgono anche per 'Beli'. Entrambi si meritano di vivere la splendida esperienza dell'Nba: hanno sgobbato e sudato, nessuno ha regalato loro nulla".

E se il prossimo ad attraversare l’oceano fossi tu?

"Io sto con i piedi per terra, vivo il presente: il mio club sta in Italia. A Cantù mi trovo bene, a ottobre comincerà il mio secondo anno in Brianza e credo ci siano tutte le premesse per affrontare un buon Campionato. La società ha realizzato acquisti di livello e siamo carichi, convinti di regalare soddisfazioni alla presidente Anna Cremascoli e ai tifosi".

A proposito di Anna Cremascoli: a luglio ha lanciato l’ultimatum, se non troverà partner, il club rischia di chiudere.

"In questi ultimi anni gli sponsor avevano dato la loro parola e non l’hanno mantenuta: sono certo che il suo sia stato solo uno sfogo. A mio avviso positivo, costruttivo. La presidente ha utilizzato quei termini per provocare una reazione, attirare l’attenzione su un problema reale e stimolare l’iniziativa locale".

Il problema, purtroppo, accomuna diverse squadre italiane: il tuo giudizio sulla situazione della nostra pallacanestro?

"La crisi del basket italiano riflette la crisi del Paese, com’è logico che sia. È un peccato che le grandi società arranchino. Al tempo stesso, fortunatamente, esistono club che stanno crescendo, come ad esempio Avellino: ritengo che il prossima sarà un Campionato interessante, con giocatori che torneranno sui nostri parquet dopo aver dimostrato le loro doti in passato. Il primo che mi viene in mente è Quinton Hosley, ex Sassari, in arrivo nella Capitale".

Terminati gli Europei, ti aspetta non solo il Campionato: hai infatti accettato di raccontare la tua prossima stagione in esclusiva per Panorama.it: confermi, vero?

"I 140 caratteri di Twitter e il profilo su Facebook non mi bastano più! Scherzo: sono un tipo curioso, mi piace sperimentare e mettermi alla prova. Questo nuovo impegno con voi mi permetterà di raccontare le emozioni che provo in campo ed essere a contatto diretto con gli appassionati. E magari attirare l’attenzione di chi segue solo a sprazzi la pallacanestro. Il basket è una disciplina meravigliosa e ha bisogno di farsi conoscere: spero davvero di dare un contributo alla causa".

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