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Europei di basket: i 5 fattori vincenti dell'Italia

Ecco perché gli azzurri di Pianigiani hanno superato Russia e Turchia a dispetto delle assenze. E perché possono stupire anche in futuro - le foto

Il più grande merito di coach Simone Pianigiani è stato saper creare un gruppo in cui tutti si sentono coinvolti. Come dimostra quest'immagine. (Credits: Ansa)

Se sabato batterà anche la Finlandia (diretta Raisport alle 17.45) dopo aver già superato Russia e Turchia, l'Italia del basket si qualificherà al secondo turno degli Europei di Slovenia con ben due partite d'anticipo. Come ha detto coach Simone Pianigiani, prima dell'inizio della manifestazione nessuno avrebbe scommesso un euro sul doppio successo iniziale degli azzurri... se non forse loro stessi. Sì, perché il primo punto di forza di Belinelli & Co. è stato quello di non pensare ai compagni persi per strada un infortunio dopo l'altro ma continuare a lavorare per riadattare ogni volta gli schemi di gioco in base alle caratteristiche dei "superstiti". Che in campo hanno poi sfoderato anche queste altre qualità vincenti:

Fiducia. Vincere - si sa - la fa aumentare. Ma il problema in questo caso era averne subito dopo la prima palla a due e in questo senso il trio Belinelli-Datome-Aradori ha immediatamente preso in mano la situazione non solo facendosi carico dell'attacco quando la palla scottava di più, ma anche trasferendo il flusso positivo ai compagni. A partire da un Alessandro Gentile che - già tosto di suo - ha solo bisogno di sentirsi parte attiva del gruppo per sfoderare una prestazione come quella contro la Russia (20 punti in 23 minuti sul parquet). E lo stesso dicasi per la "doppia doppia" da centro (14 punti, 10 rimbalzi) del suo compagno nell'Olimpia Nicolò melli contro i giganti turchi. 

Umiltà. Tutti la professano, ma pochi la applicano. Non però in questa Nazionale, dove nessuno fa la parte della star. A partire da Marco Belinelli, il più quotato del roster con ormai 6 stagioni di Nba alle spalle: tra gli "highlights" contro la Russia non ci sono solo i due canestri a fil di sirena del primo e secondo quarto, ma anche le ripetute scuse a Melli dopo un passaggio sbagliato... E umiltà vincente è anche quella di chi viene chiamato sul parquet per pochi minuti (e magari nemmeno determinanti) dando sempre il massimo, come stanno facendo tutti gli azzurri in uscita dalla panchina. E a proposito di panchina: chiunque ci si trovi, diventa il primo tifoso (vedi foto) a riprova di un gruppo davvero unito al di là di ruoli e gerarchie.

Atletismo. Se ce l'hai, è perché prima te lo sei costruito con fatica: come ha fatto l'Italia da fine luglio in poi. Alla pari di tutte le altre manifestazioni internazionali dalla formula iper-compressa, questi Europei premieranno infatti anche la resistenza fisica. Il problema - ovviamente - è mantenerla partita dopo partita, ma coach Pianigiani sta dimostrando di avere un piano di cambi (falli permettendo) capace di dare sufficienti minuti di respiro a quelli dello starting-five.

Cattiveria. Agonistica, ovviamente. Quella che ti permette di difendere forte anche a dispetto dei chili e centimetri in meno, tenendo anche sotto controllo la voce "rimbalzi", che le defezioni di Andrea Bargnani e Angelo Gigli rischiavano di mandare in profondo rosso. Invece, contro la Russia gli azzurri sono riusciti a uscire vincenti anche sotto i tabelloni (37-30) e contro la Turchia hanno incassato un onorevolissimo 34-29 malgrado un gap fisico (e numerico, a livello di lunghi disponibili) non indifferente. Per vedere se la formula regge, un banco di prova determinante sarà la partita contro la Grecia, augurandoci che valga appunto solo come test.

Capacità realizzativa. Lasciata per ultima non perché sia la meno importante (semmai l'opposto, visto che nel basket si vince buttandola dentro), ma perché le percentuali di realizzazione sono condizionate da un tale numero di fattori che ogni partita è una storia a sé. Certo è però che la storia recente parla di un'Italia che non è stata tradita dalle sue "bocche da fuoco" (Belinelli, Datome, Aradori, più l'incursore Gentile), trovando punti anche dagli altri. Con un buon motivo per aver fiducia anche nel futuro: tutte le qualità elencate sopra contribuiscono all'affermazione di questa, come hanno dimostrato i 90 punti rifilati alla Russia.

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