L'Italia celebra il trionfo di Elia Viviani, ciclista nato a Isola della Scala il 7 febbraio 1989 e tra i pochi professionisti capaci di alternare con successo il ciclismo su strada a quello su pista. L'azzurro, dopo il sesto posto di quattro anni fa a Londra 2012, ha realizzato il suo sogno e regalato all'Italia una bella spinta nel medagliere fino al quinto posto vincendo l'oro nell'omnium ciclismo su pista. 

Olimpiadi Rio 2016 - Il medagliere

Una gara epica dove Elia ha dovuto anche fare i conti con una caduta che ha tenuto tutti con il fiato sospeso per poi oncludere davanti all'avversario Mark Cavendish, lo stesso che gli aveva soffiato il titolo mondiale con una volata beffa cinque mesi fa a Londra, e al campione uscente Lasse Norman Hansen.

Lacrime sul podio, sguardo incredulo e una gioia incontenibile che coinvolge. Viviani ha esaltato gli italiani per una delle medaglie più sentite di questa Olimpiade, riconoscimento ad un atleta con una storia unica. La sua carriera conta oltre 40 successi su strada anche se da ragazzino aveva iniziato con calcio, tennis e pattinaggio a rotelle. Il feeling vero è arrivato però solo con la bicicletta e a 9 anni il piccolo Elia inizia già ad alzare trofei. Vince la sua prima gara soli sei giorni dopo l'esordio da professionista (al giro di Turchia nel 2010) e ad oggi conta anche 6 titoli europei assoluti, 5 titoli europei under 23 e 2 bronzi mondiali da junior. 

La passione di Viviani per le due ruote non è nata in famiglia, bensì da un amico che lo ha avvicinato alla bici. Papà Renato è stato un rallista e come navigatore ha anche partecipato al rally di Montecarlo mentre il fratello Luca fa il calciatore nel Legnano in serie D. L'unico ad avere seguito la sua strada è il secondo fratello, Attilio, corridore su pista nei dilettanti. Ai genitori è stato dedicato il primo abbraccio dopo il trionfo, una foto (qui sotto) che ha commosso gli italiani e reso orgogliosi: bravo Elia! 

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