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Basket: Siena troppo forte per Milano

La Montepaschi avanti 2-0 e padrona della finale. Ora si torna al Forum di Assago

Siena ha dominato le prime due gare della finale (Credits: LaPresse/Alfredo Falcone)

Ci si aspettava una battaglia aperta. Milano arrivava da un finale di stagione ricco di soddisfazioni, mentre Siena doveva fare i conti con sconfitte, delusioni (Eurolega) ed infortuni. Insomma. In molti sabato sera pensavano che quest'anno l'impero della Montepaschi potesse cadere, o almeno vacillare. Invece nulla Siena 2 - Milano 0.

Le prime due gare della Finale del campionato italiano di basket hanno detto che nulla è cambiato. La squadra di coach Pianigiani non solo ha difeso il fattore campo, ma ha di fatto dominato entrambi gli incontri. L'Emporio Armani è infatti stata avanti solo nei primi minuti di gara 1, per il resto ha sempre dovuto rincorrere sprofondando anche sul -30. Non solo.

Perché Siena se in gara 1 ha vinto convincendo, in gara 2 è riuscita addirittura a dominare, con un Bo McCalebb stratosferico che è letteralmente passato sopra ai resti dei play milanesi (Cook, Bremer e Giacchetti). L'aggiustamento contro il folletto senese studiato dai tecnici di Milano era semplice: "Bo è troppo veloce- diamogli un metro e concediamogli un tiro da fuori ma non facciamolo penetrare". Morale. Prima azione e prima bomba da tre, replicata anche altre due volte. "Quando tira così - ha detto nel dopo partita uno sconsolato Sergio Scariolo - non c'è niente da fare".

Oltre a McCalebb però la Montepaschi ha dimostrato di essere ancora una SQUADRA scritto tutto maiuscolo. Capace di giocare senza Kaukenas (frenato dai problemi al ginocchio), con un Lavrinovic lontano dalla forma migliore ed un Andersen che, soprattutto in gara 2, ha litigato tutto il giorno con il canestro. Ma quando si è squadra si va oltre a tutte queste cose. Ognuno tira fuori qualcosa in più e si tappa la falla. Così eccoti i canestri che non ti aspetti di Thornton, Ress, Zisis.

MIlano invece sembra essere tornata indietro di due mesi in tre giorni. In 80 minuti sono riemersi tutti quei limiti di classe, personalità e grinta evidenziatisi ad inizio stagione. I big soprattutto hanno steccato: Boroussis, Fotsis, Cook, Bremer, Hairston, sono stati tutti ben al di sotto della sufficienza. E se i miglioriin campo sono i due giovani, Melli e Gentile, di certo è un bel segnale per il futuro, ma si perde di 15 se non di 30.

Come dimostra l'Nba una serie, soprattutto se al meglio delle 7 partite, è un romanzo. Si torna adesso a Milano, al Forum, dove le "Scarpette Rosse" spesso si sono trasformate, magari arrivando a girare l'inerzia dell'intera sfida. Insomma. Siena ha fatto la voce grossa, ma niente è deciso. Adesso tocca a Milano.

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