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Basket. Siena record: sesto titolo di fila e supremazia netta

L'EA7 Milano esce ridimensionata dalla finali di playoff: l'analisi di coath Attilio Caja

Sesto titolo consecutivo, record assoluto nella storia del Campionato di basket: la Montepaschi Siena di coach Simone Pianigiani entra nella leggenda al termine di una stagione difficile (perché segnata dai cambiamenti e costellata dagli infortuni) ma che ne riconferma l'assoluta supremazia in Italia. Sfidante annunciata dopo l'arrivo in panchina di Sergio Scariolo e investimenti di mercato ancora più consistenti che in passato, adadirittura da molti indicata nei pronostici come legittima erede al trono anche alla luce di una combattutissima semifinale di Coppa Italia persa di un soffio contro Siena lo scorso febbraio, l'EA7 Emporio Armani Milano è stata infatti non poco ridimensionata da questa serie di finale playoff, chiusa (come l'anno scorso contro Cantù) con un netto 4-1 da capitan Stonerook e compagni.

Questione non irrilevante: perché se è vero che in casa Olimpia, soprattutto per voce di coach Scariolo, hanno sempre parlato di "progetto" a medio-lungo termine per arrivare a insidiare il predominio toscano, l'impressione è che il gap sia stato colmato molto meno di quello che era nelle aspettative (e nelle risorse investite). Giudizio condiviso da coach Attilio Caja, che dopo aver mantenuto in A la Vanoli Braga Cremona ha seguito da vicino i playoff 2012 come commentatore tecnico di RaiSport: "Onestamente ci si aspettava qualcosa di più da Milano. Certo gli scarti dei singoli incontri non sono stati elevatissimi, eccezion fatta per la seconda gara, ma guardando allo sviluppo della serie Siena è sempre stata in controllo, con l'EA7 degnissima sfidante e bravissima dal punto di vista caratteriale a restare in partita, ma che non ha mai dato l'idea di potersela davvero giocare alla pari sotto l'aspetto tecnico".

Oltre ai chili e centimetri di Ioannis Bourousis, capace di incidere sotto canestro solo nella gara vinta al Forum, cos'è mancato a Milano per mettere davvero in difficoltà Siena?

"Soprattutto è mancato un leader, cioè un giocatore che - per esperienza e carisma - fosse capace di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti più delicati della partita, di dare l'esempio con una difesa dura e un attacco senza tentennamenti quando la palla scotta: quello per intenderci che è risultato ancora una volta Shaun Stonerook per Siena. Nell'Olimpia ha brillato per grinta e personalità Alessandro Gentile, che però - al di là delle sue indiscusse doti - era un esordiente di 19 anni: guardando i nomi del roster, stava ad altri cercare di dare quel qualcosa in più...".

Oltre a Gentile, con la maglia dell'EA7 hanno brillato anche altri due giovanissimi come Nicolò Melli e Leon Radosevic: il futuro sorride a Milano?

"Certo fa ben sperare, ma a patto di integrare il talento giovanile con - mi ripeto - la necessaria dose di leadership: Gentile, Melli e Radosevic ti faranno vincere le partite tra qualche anno, per vincerle già dalla prossima stagione occorrono a mio avviso quei due-tre giocatori che per carisma ed esperienza sanno come farlo nell'immediato. E questa sarà a mio avviso la mossa più delicata per Scariolo e per la dirigenza milanese: scegliere su chi continuare a puntare di questo gruppo e chi invece sostituire, trovando leader tecnici ed emotivi all'altezza del compito che si sono proposti a Milano, cioè di riuscire finalmente a rivincere lo scudetto e fare felice un pubblico che - alla pari di quello senese - è stato davvero straordinario durante queste ultime finali".

Veniamo invece ai Campioni d'Italia di nuovo in carica: cosa l'ha colpita di più di questa squadra?

"Quello che mi ha colpito anche delle altre degli anni precedenti: una consistenza che va al di là delle singole individualità. Fateci caso: con la maglia della Montepaschi tutti i giocatori sembrano formidabili, poi magari vanno altrove e sembrano normali (fatte ovviamente salve le loro doti di campioni), poi magari tornano a Siena e ricominciano a essere grandi... E' la prova provata che il segreto di questo record sta in un sistema di gioco in cui tutti imparano a lavorare per la squadra e in un'organizzazione societaria che stagione dopo stagione, indipendentemente da chi ne faccia parte, stimola la formazione di un gruppo vincente. Un modello che nasce dall'alto, con un dirigente qual è Ferdinando Minucci, e che si sviluppa poi a ogni livello con lo staff tecnico diretto da Simone Pianigiani e con un gruppo di leader in spogliatoio, a partire da capitan Stonerook".

Pianigiani è però quasi certo partente e Stonerook sta pensando di appendere le scarpe al chiodo: il ciclo può essere alla fine?

"L'hanno detto anche in altre stagioni, ma il campo ha poi regolarmente smentito qualsiasi profezia in tal senso. Simone Pianigiani è stato ovviamente importantissimo per i successi di Siena, ma il sistema vincente - come ho detto prima - arriva dalla condivisione a qualsiasi livello di un metodo che parte dai vertici della società. Senza poi contare che, se venissero confermati i rumors di mercato, la squadra verrebbe affidata a Luca Banchi, un capo-allenatore di serie A che hanno avuto la lungimiranza di coinvolgere a suo tempo nel progetto come assistente: magari occorrerà un periodo di assestamento, ma Siena rimarrà al vertice. Fossi nei panni degli sfidanti, e non mi riferisco solo a Milano, non guarderei al possibile declino della Montepaschi ma al modo in cui riuscire ad alzare il proprio livello di competitività, perché a oggi la distanza è davvero ancora grande".

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