Altri sport

Atletica: i Mondiali di Mosca secondo Cova

Il riscatto di Bolt e l’addio della Isinbayeva. Il doping e le speranze (poche) degli italiani. I Campionati visti dalla medaglia d'oro di Helsinki 1983

Usain Bolt, qui dopo la vittoria alla Diamond League di Roma, sarà l'uomo copertina anche dei Mondiali di Mosca 2013. (Credits: EPA/ANDY RAIN).

Iniziano i Mondiali di atletica di Mosca 2013. Esattamente 30 anni fa Alberto Cova vinceva la medaglia d’oro nei 10 mila metri a Helsinki: “Pensarci oggi mi riempie di emozioni. Spero di poterne regalare in telecronaca anche a tutti gli appassionati”.  Il corridore comasco sarà nella cabina di commento di Eurosport (che seguirà per intero la competizione) e a lui toccherà commentare, insieme a Maurizio Trezzi, il Mondiale russo che tra assenze, defezioni e gli scandali del doping ha il compito di "rilanciare l'atletica mondiale regalando emozioni agli appassionati". Giusto Alberto?

"E’ evidente che questi Mondiali sono viziati dai recenti scandali di doping che hanno tolto di scena i big delle competizioni più seguite (Tyson Gay e Asafa Powell sono stati trovati positivi all’oxilofrina e non saranno a Mosca ndr). Sono però convinto che alla fine vinceranno gli atleti che sapranno emozionare il pubblico con le loro imprese. Quelli che andranno a caccia della vittoria e non dei record contro se stessi…”.

I controlli sono stati intensificati (gli atleti giamaicani sono stati sottoposti agli esami del sangue appena arrivati a Mosca ndr) ma a che punto è la Federazione Internazionale in materia di antidoping?

“Credo che l’atletica siano uno degli sport che da più tempo combatte questa battaglia e che, soprattutto, lo fa al meglio. Basti pensare al fatto che nel passato gli episodi di positività sono sempre stati sporadici. Ciò che oggi fa clamore è che sono stati trovati positivi atleti della stessa specialità, molti di loro appartenenti alla squadra giamaicana".

Veniamo alla gare. Si dice che sarà il Mondiale di Usain Bolt, quello del riscatto dopo la falsa partenza del 2011… 

“Non potrebbe essere altrimenti. Il suo percorso di avvicinamento a Mosca è stato ben programmato: non ha gareggiato tantissimo e dove è andato era sempre in un discreto stato di forma. Non so se farà il record ma sulle medaglia d’oro non credo ci siano molti dubbi…”.

Possibile che qualcuno riesca a batterlo? 

“Ci sarà Justin Gatlin, ma se guardiamo a quello che è successo agli ultimi meeting non credo che Bolt possa avere avversari”.

Qual è l’assenza più pesante?

“Quella di Rudisha negli 800. A mio parere è “l’atleta perfetto”, sia in termini di tecnica che di capacità aerobica alla velocità. Mi dispiace perché lo scorso anno alle Olimpiadi è stato stratosferico. D'altra parte se oggi non è al meglio ha fatto bene a rinunciare, anche se ci toglierà un’emozione”. 

Sarà anche il Mondiale di addio della Isinbayeva…

“Credo sia condivisibile voler lasciare la scena dopo il Mondiale di casa, magari con una vittoria che non è così scontata solo perché, se andiamo a vedere, la Isinbayeva non vince un Mondiale dal 2007 e in passato ci ha abituati più volte a vederla cedere sotto le pressioni. Detto ciò, rimane di gran lunga la più forte dal punto di vista tecnico e il colore della sua medaglia dipenderà unicamente da lei…”.

 Quali sono le speranze degli azzurri?

“Ci sono alcuni dubbi sulle sue condizioni fisiche ma Donato potrebbe regalarci qualche soddisfazione nel salto triplo. E’ un’atleta esperto e ha già vinto un bronzo mondiale. Sempre nel triplo, Daniele Greco avrebbe le capacità di piazzare la zampata per la medaglia ma per lui sarà una gara difficile dato che ci sono meno assenze rispetto all’Olimpiade".

E per quanto riguarda maratona e marcia? 

"La marcia femminile potrebbe essere una speranza ma siamo in Russia, e i russi diventeranno ancora più forti. Per la maratona c'è la Straneo ma anche qui dipende molto dagli avversarie, in questo caso le africane. In ogni caso sulla carta la vedo tra le prime, almeno sulla carta".

E infine c’è la Trost nel salto in alto…

“Se salterà i due metri, come lo scorso inverno, credo che il podio sia quasi sicuro. Sarebbe l’inizio di una carriera importante e la nascita di un personaggio di cui in Italia sentiamo disperatamente il bisogno. Purtroppo al momento non abbiamo atleti con certezze di medaglia. La speranza è che qualche giovane italiano riesca a esplodere in questi grandi appuntamenti e che non si perda, come invece capita a molti…”.

Cosa vuoi dire? 

“Se guardiamo i risultati dei nostri atleti a livello giovanile non siamo messi così male. Eppure spesso accade che i ragazzi si perdano proprio nella fase di passaggio al professionismo". 

Per quale motivo accade questo?

"Oggi esistono molte distrazioni che influiscono sui ragazzi, ma anche a livello di Federazione c’è una dispersione di energie e risorse incredibile. Dobbiamo capire che non basta dare ai giovani uno stipendio fisso per fargli capire cosa vuol dire essere un professionista. Bisogna dedicare la propria vita all'atletica, ad un obiettivo. Sia esso stare nei primi 3 o nei primi dieci. Alla fine, posso garantirlo, vale la pena soffrire e fare sacrifici.

© Riproduzione Riservata

Commenti