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All Blacks-Australia: il derby d'Oceania deciderà il Mondiale di rugby

Sabato 31 ottobre il match che assegnerà il titolo a Twickenham: i video-highlights delle semifinali vinte contro Sudafrica e Argentina

Malgrado l'Inghilterra sia stata eliminata già nella fase a gironi e comunque vada a finire la finale della Rugby World Cup di sabato 31 ottobre, vincerà la Regina: sarà infatti un XV composto da suoi sudditi, neozelandesi o australiani, a sollevare il trofeo dedicato a Webb Ellis, lo studente che secondo la leggenda nel 1823 raccolse per primo la palla con le mani per portarla oltre la linea durante una "preistorica" partita di calcio in quel di Rugby.

Derby d'Oceania, quindi: All Blacks-Australia come ultimo atto di un Mondiale che, dopo una fase eliminatoria che ha regalato solo il brivido dell'eliminazione del "Leoni" di casa a opera del Galles e l'impresa del Giappone su un Sudafrica poi comunque semifinalista, vedrà ora la sfida decisiva proprio tra le due migliori squadre viste in azione oltremanica.

Da una parte una Nuova Zelanda che esce vittoriosa dalla battaglia contro gli Springboks sudafricani per 20-18, certificando una forza che non viene solo dal nome ma anche da una ritrovata concretezza, dall'altra un'Australia che - dopo la discussa e più che sofferta vittoria sulla Scozia nei quarti - è tornata a far vedere nel 29-15 sull'Argentina un rugby ad altissima intensità tanto nella pressione difensiva quanto nell'azione offensiva.

Quest'anno le due squadre si sono già affrontate due volte nel The Rugby Championship (il torneo dell'emisfero Sud che raccoglie manco a dirlo le quattro semifinaliste di questa World Cup): prima 27-19 per i Wallabies a Sydney, poi 41-13 per gli All Blacks ad Auckland. L'appuntamento per la "bella" che vale il Mondiale è per le 17 italiane di sabato 31 ottobre a Twickenham, il tempio inglese della palla ovale che i sudditi di Elisabetta II non mancheranno sicuramente di onorare. Così come farà l'arbitro gallese Nigel Owens, 43 anni, noto in campo per la frase "This is not soccer" a tacitare le proteste dei giocatori e fuori dal campo per essere stato il primo direttore di gara - e uno dei primi personaggi del mondo del rugby - a rivelare di essere omosessuale.

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