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Al via il Tour de France 2012, i grandi nomi a caccia della maglia gialla

Riccardo Magrini (voce di Eurosport) avverte: “attenzione a Nibali, da podio”

Cadel Evans all'arrivo del Tour de France 2011 (Credits: AP Photo/Laurent Cipriani, File)

“Sara’ un grande spettacolo, con corridori così importanti al via non potrebbe essere altrimenti, e attenzione al caldo che potrebbe far fuori qualche big e regalare delle sorprese…” non ha dubbi Riccardo Magrini, commentatore della Grande Boucle per Eurosport, sul fatto che quest’anno sarà un Tour de France all’insegna dello spettacolo e, almeno per quanto riguarda il risultato, dell’incertezza.

Perché se i protagonisti attesi non mancano, su tutti l’inglese Wiggins e l’australiano Cadel Evans (alla ricerca del bis dopo il titolo dell'anno scorso), quest’anno il Giro d’Italia e quello di Svizzera hanno dimostrato, se mai ce ne fosse bisogno, che nei grandi appuntamenti è meglio non dare nulla per scontato.

Insomma, tutti parlano di Evans e Wiggins ma chi è il favorito per la maglia gialla?

“Io vedo favorito Wiggins. Fino al giro del Delfinato andava come un treno, bisogna vedere se sarà nella giusta condizione e dimostrerà la necessaria maturità. D’altra parte le tappe a cronometro sono ogni anno più lunghe e lui è probabilmente il miglior specialista della materia”…”su Evans posso solo dire che è un corridore tenace e vorrà riscattare la brutte figure rimediate di recente (vd. Giro di Romandia). A cronometro se la cava. Se reggerà il colpo potrà attaccare sulle salite”.

Come è stato disegnato il Tour quest’anno?

“Lo schema è più o meno sempre lo stesso, a ricciolo diciamo. Quest’anno arriveranno prima le Alpi poi i Pirenei ma fondamentali, come detto, saranno le prove contro il tempo. Alla decima tappa e prevista una cronometro di 43 chilometri e lì Wiggins potrebbe già scavare il solco rispetto agli avversari".

Dove potrebbe arrivare la svolta?

"Le alpi sembrano messe lì, quasi a trabocchetto, subito dopo la cronometro e il giorno di riposo che, si sa, è pericoloso per i corridori sia sotto l’aspetto fisico che mentale. Saranno tappe nervose e potrebbe essere quella l’occasione per qualche outsider di scalare posizioni in classifica. Tra di loro vedo bene Sanchez e l’olandese Gesink (forte più che altro a cronometro). Ma ci sono anche Frank Schleck (senza il fratello Andy, infortunato), il team Garmin con Hesjedal, fresco vincitore del Giro, e Nibali”.

Tra i possibili outsider per la classifica generale c’è proprio il nostro Vincenzo Nibali, che potra’ contare sul sostegno inedito di Ivan Basso in versione gregario.

“Secondo me possono fare corsa parallela. Non credo che Basso sia lì solo per coprire Vincenzo dal vento in pianura. E’ più probabile gli faccia da spalla collaborando negli attacchi. Fecero la stessa cosa, a parti invertite, al Giro 2010, quando Basso arrivò primo e Nibali terzo. D'altronde Ivan non è messo lì per caso. Quasi sicuramente Nibali lascerà a fine anno la Liquigas, il suo team, e la squadra vuole metterlo nelle migliori condizioni per lasciare un buon ricordo dopo 6 anni passati insieme. In questo senso Basso, con la sua esperienza, è una pedina importante".

Il pronostico sugli italiani?

“Per le vittorie di tappa non darei mai per finito Alessandro Petacchi. Ha sempre regalato grandi soddisfazioni al Tour (vd. la maglia verde di due anni fa) e nelle volate potrà dire ancora la sua. Come avversari da battere ci saranno tra gli altri Sagan e il suo grande rivale Cavendish, che però non avrà la squadra (il team Sky di Wiggins) a supporto.

Per la classifica generale le condizioni per fare bene ci sono tutte: Nibali? lo vedo sul podio”.

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