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7 Ottobre: Celtics contro "Scarpette Rosse"

L'Nba torna in Italia con una sfida storica: Boston Celtics vs Olimpia Milano

Rajon Rondo nella recente gara 7 dei playoff contro Miami (Credits: nba)

278 milioni di appassionati di 215 diversi Paesi hanno seguito "live" (via Tv, web, mobile e social network) le recenti "Finals" che hanno consacrato LeBron James e i suoi Miami Heat: l'NBA è dunque sempre più un prodotto di successo "mondiale", con la massima lega professionistica del basket americano attenta tanto a conquistare nuovi mercati (geniale al proposito la mossa promozionale di alcuni fa, quando vennero ceduti gratuitamente i diritti televisivi alla televisione cinese) quanto a mantenere la passione in quelli più "vecchi".

Saltato l'appuntamento nel 2011 per il lockout, ecco allora tornare nel 2012 l'NBA Europe Live, che vedrà i Dallas Mavericks impegnati il 6 ottobre in Germania contro l'Alba Berlino e i Boston Celtics in campo il 5 ottobre a Istanbul contro il Fenerbahce di coach Simone Pianigiani e il 7 ottobre al Forum di Assago contro l'EA7 Emporio Armani Milano. E, come nel 2010, quando vennero venduti in poche ore i biglietti per il match che vedeva l'Olimpia opposta ai New York Knicks di Danilo Gallinari,  anche questa volta l'impianto milanese farà registrare il "sold out" per Paul Pierce e compagni. I biglietti a prezzi popolari sono "evaporati" nel giro di poche ore, ma anche le poltroncine vip a bordo campo hanno avuto vita breve.

L'ennesima conferma  del fatto che se la nostra pallacanestro è in piena crisi, con tanti club non ancora sicuri di avere i fondi per iscriversi al prossimo Campionato di serie A, il basket d'oltreoceano raccoglie sempre più appassionati e tifosi.

"Dai dati in nostro possesso sono ormai più di 5 milioni, con quasi 74 mila fan iscritti alla pagina italiana di facebook", conferma Katia Bassi, country director dell'Nba per l'Italia. "Per un interesse confermato anche nel settembre scorso a Milano, quando registrammo 400 mila presenze in piazza Duomo per un evento al quale – a causa del lockout – erano però presenti esclusivamente le cheerleaders dei Dallas Mavericks. Altro dato interessante: per l'ormai storica partita tra i Knicks e l'Olimpia Milano, al di là dell'immediato sold-out, va detto che ci furono 180 mila richieste di biglietti".

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Come si spiega tanto entusiasmo, soprattutto tra i più giovani?

"Concorrono più elementi, il primo dei quali è il fatto che l'Nba è sport ma anche spettacolo: i nostri giocatori sono performer straordinari, capaci per questo di coinvolgere il pubblico, a partire ovviamente dai ragazzi. È poi indubbio che alla promozione del basket Nba in Italia abbia giovato la presenza - in rigoroso ordine alfabetico - di Andrea Bargnani, Marco Belinelli e Danilo Gallinari, così come il fatto che alle partite ci siano così tante presenze dello star-system: dal cinema e dalla musica arriva così un'altra spinta a interessarsi al basket Nba, un fattore che agisce anche e soprattutto verso il pubblico femminile, pari in Italia al 30% dei fan, una percentuale superiore a quella della stessa pallacanestro nazionale. Infine, Nba lavora da sempre per dare agli appassionati una grande fruibilità del prodotto, sfruttando non solo i canali televisivi: non per nulla i video del basket pro americano sono i più scaricati dalla nascita di youtube...".

Alla promozione virtuale associate poi anche quella "sul territorio", come dimostra il futuro "Nba Live Europe".

"Infatti, ma il match di Milano è solo la punta dell'iceberg: quest'anno abbiamo ad esempio già organizzato il primo torneo NBA Schools Cup, che ha visto partecipare oltre 3.000 ragazzi provenienti da 649 squadre in rappresentanza di 505 scuole italiane, con ben 14 Regioni coinvolte. E durante l'estate promuoveremo l'Nba Summer Tour, un torneo '3 contro 3' che animerà tante località di villeggiatura non solo con le partite tra gli appassionati ma anche con tante attività di intrattenimento sviluppate in collaborazione con i partner che ci danno una mano per promuovere il basket".

Sport, il basket, che in Italia sta vivendo a livello di club e movimento un periodo decisamente difficile, con poche idee e ancora meno promozione: come vi ponete rispetto a tutto questo?

"La domanda mi dà l'occasione di precisare una cosa: Nba non vuole colonizzare gli altri Paesi e men che meno mettersi in concorrenza con le istituzioni del basket in essi presenti. Certo è però che in Italia la pallacanestro sta vivendo un momento per così dire di rilassatezza, a dispetto del fatto che ci sono tutti i presupposti per creare nuovi appassionati e praticanti. L'Nba ha nel suo statuto di espandere il gioco del basket in tutto il mondo e quindi ci proviamo anche in Italia. Sinora, malgrado le ottime relazioni personali, non abbiamo però mai avuto particolari sollecitazioni da Fip e Legabasket, quindi procediamo autonomamente rimanendo però sempre disponibili a una collaborazione, come ad esempio avviene in Spagna o in Turchia".

Nell'attesa, chiediamo noi una dritta: a suo avviso, cosa può fare il basket italiano per ritrovare l'interesse perduto e i relativi sponsor?

"Io vedo che non c'è una community, un luogo che aggreghi davvero tutti gli appassionati: esiste invece un grande frazionamento, che magari premia alcune realtà ma penalizza il movimento nel suo complesso. Poi bisogna essere bravi a creare i motivi di interesse, avendo la capacità di cogliere al volo l'opportunità offerta da certi personaggi e situazioni. Prendiamo il caso di Jeremy Lin: alcuni pensano che l'Nba sia stata fortunata a ritrovarsi per le mani una storia simile, ma la verità è che c'è stata una grande abilità a sfruttare al meglio il suo exploit. È stato creato un fenomeno-Lin per quella specifica porzione di stagione, facendo anche uno storico strappo alla regola: all'All-Star Game, infatti, per la prima volta l'Nba ha autorizzato la conferenza stampa di un singolo giocatore, cosa mai accaduta in passato. Se non fai niente, non succede niente".

E non per niente lo slogan della più famosa e ricca lega del basket è "Nba, where amazing happens" ("Nba, dove succede l'incredibile").
 

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