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Società

Venezia 2012: Lacrime e chili di troppo

Al festival tutto può accadere: che un'attrice scoppi in lacrime di gioia, che un 'grosso' regista stenti ad essere riconosciuto...

Gabriele Muccino e Francesco Scianna (Ufficio Stampa)

Le lacrime di Romina Mondello.

Attimi di commozione e tenerezza inaspettata al Festival. Prima della conferenza stampa ufficiale di To the wonder di Terrence Malick, Romina Mondello si è completamente lasciata andare in un’intervista con alcuni giornalisti italiani: “Scusate, sono emozionata” ha esordito, con mano tremante e copiose lacrime agli occhi. “Mi viene da piangere: Malick mi ha toccato l’anima, è stato un incontro che non dimenticherò mai”. Carramba, che esperienza.

Tutti in ghingheri

Colpisce la cura per l’abbigliamento che le non-star sfoggiano al Lido, emulando senza successo il glamour dei divi in passerella. Colpisce soprattutto nelle serate di gala, come quella benefica per l'associazione 'Indifesa' - Terre des hommes, per i diritti delle bambine e delle adolescenti di tutto il mondo, organizzata al Centurion Palace di Venezia. Petali rossi glitterati e pietre nere sui tavoli, perché “per realizzare al meglio un evento – racconta la pierre Tiziana Rocca, da vent’anni nel settore – il segreto è non lasciare nulla al caso, neanche un dettaglio. A volte occorre una progettazione di mesi, per un paio di ore appena”. Tra i vip presenti, i baldi giovini Massimiliano Rosolino e Jason Lewis, ma anche Nicoletta Romanoff e Ornella Muti (la seconda a prima vista coetanea della prima, miracoli di chirurgia estetica).

La stazza di Gabriele Muccino

Dagli States con furore è approdato... o meglio... 'attraccato' a Venezia Gabriele Muccino, a presentare il corto She was here con Francesco Scianna protagonista. Se a livello di charme ed eleganza il secondo non ha deluso affatto le aspettative, Muccino senior è stato accolto da un taciuto “Ooooh” di sorpresa per il suo cambio di stazza. Cambio si fa per dire, i giornalisti avvezzi di gossip non sono rimasti così scioccati, ma insomma chi non vedeva da un po’ Gabriele stentava a riconoscerlo. Lo sguardo e la voce “un po’ nasale” (ci scherza anche lui) sono gli stessi, ma le movenze e la fisicità sono diversi. L’America oltre al successo gli ha portato, evidentemente, qualche chilo di troppo, ma essere fuori forma non gli ha impedito di godersi l’acclamazione dei fan e il party esclusivo in suo onore. Tra un sigaro e un gamberone, il regista di Playing the field (a fine novembre nelle nostre sale) è stato omaggiato dalla estrosa band della serata, che in suo onore ha intonato “Tu vuo’ fa l’americano”.

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