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Società

Taste of Roma 2012: il bilancio

Le tre cose memorabili del primo festival dell'alta gastronomia nella Capitale

Taste of Roma (Credits: Claudia Catalli)

Un forum dell'enogastronomia, una piazza privilegiata per scambiarsi suggerimenti e ipotesi di gusto: anche questo è stato Taste of Roma. Un via vai di domande, consigli, curiosità, dialoghi fitti e scambi di bigliettini con gli chef (“Sa, anche io ho un blog di cucina, amatoriale ma comunque seguito”, diceva più di una signora nel desiderio di ampliare contatti e conoscenze). Una full immersion di quattro giorni nell’alta cucina. Panorama.it ha seguito l’evento per voi e vi segnala il podio delle chicche memorabili dell’edizione.

1.    Le delizie degli chef

L’alta cucina si è dimostrata tale: i trentasei piatti gourmet in versione antipasto che sono stati proposti, tutti a prezzi abbordabili (6 sesterzi/euro il più esoso), non hanno deluso le aspettative. I romani accalcavano, soprattutto la sera, gli stand dei migliori ristoranti di Roma, ora gustando una una torta di baccalà e patate con bagna cauda moderna, ora provando uno spiedino di gambero in pasta filo  con spuma di mortadella. Gettonatissimi anche i tortellini di ricotta e spinaci con guancia al cesanese e clorofilla di rucola, o il salmone servito su un letto di gustosa salsa d’anguria, tartufo nero e asparagi di mare. Non sono mancate ostriche e capesante accostate ai formaggi, al gorgonzola le prime, alla mozzarella di bufala le seconde (in realtà impanate e ripiene di bufala, sedano e tartufo nero). Grande successo fuori stand, infine, per le mozzarelline in salsa “mojito”: un connubio azzardato, coraggioso e vincente, che al prezzo competitivo di zero euro hanno convinto centinaia di palati.

2.    Mani in pasta con i maestri del gusto

Frequentati e apprezzati gli incontri e i corsi con gli chef, per imparare, osservare e assaggiare l’arte della gastronomia. Dalle chiacchierate con i protagonisti dello “star food system” alle riuscite lezioni di cucina live proposte da Electrolux Cookery School e Sale&Pepe. Rinomati chef sono intervenuti per illustrare la preparazione di finger food e golosi appetizer come la mousse greca, ma anche tapas e gazpacho, risotti alle spezie e tortini di riso, millefoglie di carasau e cous cous, e ancora dolci e gare di cucina tra genitori e bambini per ottenere insieme squisiti panzerotti al pomodoro.

3.    Degustazioni e rivisitazioni

Nasi incollati a frammenti di formaggio svizzero per non perdere le “sostanze volatili”, o tuffati nei calici per individuare le proprietà olfattive di un vino. Il pubblico romano si è mostrato incuriosito e divertito durante le degustazioni e le chiacchiere collettive con gli esperti, nonchè pronto a mettere all’erta i cinque sensi per rispondere alle sollecitazioni degli addetti ai lavori che li guidavano in percorsi di scoperta di nuove tipologie di gusto. O delle imprevedibili quanto fantasiose “kreazioni” di gelato, presso lo spazio Algida o l’Electrolux Taste Theatre. I vini Trimani e gli Champagne Perier-Jouet hanno fatto il resto, accompagnando degustazioni e assaggi con raffinatezza e brio.

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