Sex & Love

Io, Chiara, fidanzata per finta (per il bene di un amico) - Day 3

Qualche giorno in una bolla paradossale per fare un favore al migliore amico, gay, in vacanza dai genitori del compagno

La situazione si fa sempre più imbarazzante: dopo una breve gitarella di 4 ore per fare 10 km (in piedi) con un trenino a vapore durante la quale tutti sembravano divertirsi mal celando una noia persistente, torniamo alla pensione. Cristian va a farsi una doccia mentre io mi intrattengo qualche minuto all'ingresso con Vasilica, la "suocera" a parlare con il linguaggio dei segni.

Il più delle volte riusciamo a capirci, anche se non nego che questa volta non sono riuscita a decifrare al primo colpo cosa volesse darmi ad intendere agitanto instericamente avanti e indietro la mano chiusa a pugno.

Mi sento imbarazzata come non mai, le gote diventano rosse, non oso più guardarla in viso. "E ora cosa mi invento?". Cerco di farfugliare qualcosa in una lingua inventata al momento. Lei mi fa capire che c'è qualcuno che sta bussando alla porta, e se posso andare io ad aprire.

Mi dirigo verso la porta. La apro. E ho una visione extrasensoriale: dinnanzi a me, un omone di 150 kg, tutto sudato e imbrattato di calce mi porge la mano. "Sono il fratello di Cristi!". Io, ancora imbarazzata per prima, sono paonazza.

Incomincio a ridere e, davvero, non ne capisco il motivo, lui, trovandosi davanti ad un bivio, decide di optare per la via meno auspicata, ma sicuramente più semplice: ride, ride anche lui, e ci troviamo in un gioioso quadretto familiare a ridere entrambi con un enorme punto di domanda in testa. Da quel momento in poi, avremmo sempre riso insieme, e questa cosa mi ha dato una profonda felicità.

Si avvicina il momento del pranzo. Vasilica ci porta degli intrugli alcoolici fatti con le sue mani, io non posso dire no, e mi ritrovo ubriaca a guardare foto di cristian da bambino.

Decido di spingermi oltre, altrimenti tutto questo non sarebbe credibile, mi sporgo verso il mio fidanzato sfoderando il sorriso più dolce possibile, gli faccio una carezza, dicendo fra i denti  "questa me la paghi": lei, sembra bersela.

Evidentemente sottovaluto le capacità di questa donnona: mi sto lamentando con Francesco di aver preso già 3 kg, e lei - che evidentemente possiede google translator impiantato nella sua folta chioma cotonata - mi risponde tranquilla: "non potevi chiedere a persona migliore! conosco delle diete favolose! altro che la Dukan, qua ci cibiamo di verze e ciorba, e il gioco è fatto!". Rimango interdetta, ma la ringrazio, mentre Francesco trattiene le lacrime, sobbalzando silenziosamente sulla sedia.

Vasilica mi si avvicina imponente, mi abbraccia avvolgendomi con il suo corpo caldo e mi stringe forte poi, ridendo, mi punzecchia con le sue manone dove-non-bisognerebbe-punzecchiare. "Sei ingrassata anche quii?" e comincia il delirio. Guardo Cristian, chidendogli - con lo sguardo - di aiutarmi, ma lui sembra divertito dalla situazione. Decido di lasciarla fare, d'altronde c'è in ballo l'eredità, no pain no gain.

In effetti, qua sono tutti un po strani. in Romania non esistono le mezze misure, ragazze magrissime e oggettivamente belle, ballano a fianco di ragazze che non si capisce per quale misconosciuta legge fisica i tacchi possano reggere. Si, siamo andati a ballare, e le situazioni imbarazzanti aumentano in maniera esponenziale.

Vasilica non dorme mai. Torniamo e ci aspetta, sorridendo, in cucina, dove, con un coltello precedentemente usato per sgozzare una mucca, ci apre le bottiglie di birra con maestria facendo saltare vetri ovunque. Io e Francesco rimaniamo di stucco, beviamo in silenzio, facendo i bravi.

Domani sarà l'ultimo giorno, (s)fortunatamente non siamo riusciti a cambiare il volo, ci sarà una riunione di famiglia.

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