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Società

Salma Hayek: sono donna e ho superato i 40 anni, è un miracolo che lavori ancora a Hollywood

L'età è l'incubo che gli attori non hanno, parola delle colleghe – Guarda la gallery delle 40enni da favola

Non c'è niente di peggio, a Hollywood, che essere un'attrice con più di 40 anni: parola di Salma Hayek, convinta che il fatto di avere ancora una carriera sia "un autentico miracolo". Non si tratta di uno sfogo estemporaneo, bensì dell'ennesima conferma di un dato di fatto: la mecca del cinema statunitense ha un debole per le ragazzine, mentre per i colleghi maschi l'invecchiamento è una questione molto meno drammatica, in termini professionali.

Le parole di Salma Hayek arrivano dalle pagine del numero di novembre di Harper’s Bazaar, che le ha dedicato un'intervista e un servizio fotografico approfittando della campagna promozionale del film Le belve, in cui, ironia della sorte, la Hayek recita accanto a Blake Lively, che ha quasi la metà dei suoi anni (25 contro 46).

Ecco il passaggio incriminato: "La cosa peggiore che ti possa capitare a Hollywood è essere una donna e avere superato i 40 anni. Come se non bastasse, ho un forte accento messicano, sono dislessica, bassa e pienotta. Pensa a una cosa che Hollywood considera un difetto e io ce l'ho: devo essere la persona più fortunata del mondo se ho ancora un lavoro".

Che Salma Hayek sia ipercritica non lo si scopre ora, e sebbene il suo metro e 57 centimetri non ne faccia una pertica, non può certo lamentarsi del fisico "pienotto", che ha solleticato le fantasie di un sacco di gente e ha innegabilmente contribuito a lanciare la sua carriera. È vero, però, che gli anni contano.

Qualche tempo fa una sua collega tornò sullo stesso problema, pur utilizzando toni meno drammatici. Era il 2006 e al Festival di Venezia, fuori concorso, veniva presentato il film Il diavolo veste Prada. Nel corso della conferenza stampa, un giornalista lodò l'interpretazione di Meryl Streep e le chiese perché non la si vedesse più spesso su grande schermo, magari interpretando personaggi più stimolanti. Lei: "Queste sono le parti che mi offrono".

Il problema è tutto qui: se anche una come Meryl Streep fatica a trovare pellicole degne di nota, allora per le altre deve essere un incubo. In fondo, stiamo parlando di una delle più grandi attrici di sempre, che tanto per fare un esempio vanta 17 nomination agli Oscar e 3 vittorie (per Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie e The Iron Lady). Al di sotto di questo livello, ci sarà sempre qualcuno più giovane pronto a prendere il tuo posto.

Prendiamo ad esempio il caso per certi versi eclatante di Megan Fox e della saga di Transformers: lei, che contribuisce in modo sostanziale al successo dei primi due film, decide che il terzo non lo fa perché non sopporta il metodo di lavoro del regista Michael Bay (lo paragona a Hitler, niente meno). La produzione non si scompone più di tanto e la sostituisce con l'Angelo di Victoria's Secret Rosie Huntington-Whiteley. Alla fine Transformers 3 incassa comunque tantissimo, circa 350 milioni più dell'episodio 2 (costato più o meno uguale).

Ecco perché molte attrici iniziano presto ad affiancare il lavoro davanti alla cinepresa con quello di produttrice, così da ritagliarsi uno spazio maggiore di quello che altrimenti avrebbero. Succede ad esempio con Natalie Portman, Charlize Theron e con la stessa Salma Hayek, e non sono certo nomi qualunque. Dopo tutto, la loro è una soluzione migliore rispetto a quella di colleghe che fanno il pieno di botox e diete dimagranti per competere con le ragazzine, vedi gli zigomi tiratissimi di Cameron Diaz o l'eccessiva magrezza di Angelina Jolie, e anche in questo caso si tratta di nomi altisonanti.

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