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Società

"Rimorchiati da sola che io non ne ho voglia"

In tempi di social network accade anche questo

Il simbolo del like di facebook (Ansa)

L'indolenza del maschio coevo in età fertile è qualcosa che non raggiunge neppure le più immaginifiche previsioni. In media il soggetto in questione è dotato d'un profilo facebook.

Sì, quella cosa demonizzata chiamata 'socialnetwork' su cui tutti si tuffano con pretesti variegati (“Sai, lavoro nella comunicazione”, “Sai, è per tenere i contatti con amici di lunga data”), mentre l'unica ragione per cui ci s'iscrive è quella che sentenziò con draconiana sicumera mio cognato, in un pomeriggio d'estate: “Serve solo per rimorchiare” (sia chiaro: no, lui non è iscritto).

Bene, il maschio in questione si esibisce, di norma, nelle più virtuosistiche delle acrobazie di acchiappo verbale, giusto preludio di incontri più bollenti. Se siete una femmina mediamente avvenente e in un'età che non vira alla menopausa vi sarà di certo capitato di imbattervi in questa giungla rutilante di proposte via social. A me è veramente capitato di tutto. Da quello che mi ha chiesto in sposa e – come congruo regalo di nozze – ha offerto, nel suo paniere, nientemeno che una nuova testata giornalistica (da lui finanziata e che dirigessi io, chiaramente); a quello che, ingannato dalle fattezze fisiche, m'aveva scambiato per una Winx di carne, salvo poi, curiosando sulla mia bacheca, scrivermi, con franchezza: “Scusami, ma avevo frainteso. Sei troppo intelligente per me, mi tolgo dai tuoi amici” (e s'è tolto).

Sì, insomma. Credevo d'aver assistito a tutto e che nulla potesse sorprendermi ancora. Invece è arrivato lui: Marco. Sui quarantacinque, camicia sbottonata sul petto addomesticato dalla palestra e tenacemente abbronzato. Lo sguardo m'era oscuro perché coperto dall'ultimo modello tarocco di Ray-Ban, stile “Sono tamarro e lo ostento”. Ebbene, il soggetto citato m'ha illuminato sull'ultima tendenza del rimorchio virtuale: “Fai tu, che io neppure mi ci voglio stancare”. Col seguente messaggio: “Ciao sono Marco, scusa se mi sono permesso di scriverti, mi è apparso il tuo profilo nelle persone che potrei conoscere e mi faceva piacere fare Amicizia con te. Se ti fa piacere mandami la richiesta io non te l'ho mandata in quanto io essendo una persona molto educata, non ho voluto essere invadente... Grazie!!!!”.

Ecco, tremo all'idea d'indagare su quale concetto d'educazione i suoi scellerati genitori lo abbiano tirato su da bambino. La tentazione – nella replica – è stata, però, una sola: “Scusa, puoi mandarti a quel paese da solo, in vece mia, che io non posso fare tutto il lavoro da sola?”.

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