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Società

Primo giorno a Taste of Roma, tra stand e degustazioni

Panorama.it vi porta dentro il più grande festival enogastronomico del mondo: mai pensato di mangiare con una manciata di sesterzi?

Taste of Rome, a scuola di cucina (Credits: Claudia Catalli)

Bella idea quella di inserire nella programmazione culturale dell'Auditorium Parco della Musica di Roma un festival dedicato all'alta enogastronomia. Da una parte si riconosce ufficialmente agli artisti del gusto e dell'olfatto pari dignità rispetto ai più popolari colleghi che puntano tutto su vista e udito, dall'altra si sfruttano gli spazi esterni di quello che, effettivamente, è un Parco della Musica. Giardini prensili, questi sconosciuti: quanti romani possono dire di aver passeggiato lì sopra? Quanti ne conoscono davvero l'esistenza? Ben venga allora una manifestazione che scelga di valorizzarli, allestendoci tutta una serie di stand, palchi, spazi e aree a tema.

Percorso di gusto: tra stand, brand e degustazioni

Come ogni festival del genere, davanti agli occhi, superata l'entrata, si staglia tutta una serie di stand dedicati a botteghe, enoteche e ristoranti noti nella capitale, e non solo. Si va dai rinomati vini Trimani ai gustosi cioccolatini di Said, dalle caciotte di Pecorino Romano fino alle bottiglie d'acqua San Pellegrino e ai Crodino. Ora, se credete che tutto questo sia gratis, o comunque incluso nel prezzo dell'ingresso singolo (16 euro) vi sbagliate: a parte qualche sporadico assaggio di piccole bruschette all'olio e scaglie di pecorino, per mangiare o bere qualunque cosa, compresa una bottiglia d'acqua, bisogna (ri)pagare.

Ritorno al sesterzio

Gli organizzatori spiegano che è come Monopoli: se giochi con i soldi veri non ti diverti abbastanza. Così anche Taste of Roma, imitando le corone londinesi e i ducati milanesi, riscopre il sesterzio romano. Un sesterzio equivale ad un euro: per aggiudicarsi un piatto presso gli stand dei più prestigiosi ristoranti capitolini occorre farsi una card ricaricabile, la cui base è di 5 sesterzi (ovvero 5 euro). Nota positiva: per godersi un piatto d'alta cucina bastano in media dai 5 ai 7 sesterzi (euro), la porzione è decisamente modesta, ma il gusto impareggiabile.

La scuola di cucina: "Venghino siori venghino"

L'attrazione che finora richiama maggiormente il pubblico è l'Electrolux Cookery School, dove in collaborazione con Sale & Pepe si realizzano degustazioni e mini-corsi di cucina collettivi. Gratis (cioè comprese nel biglietto d'ingresso) e a numero chiuso (una ventina di posti circa). Per prenotarsi basta dare un'occhiata al programma e lasciare all'ingresso il proprio nome.

Poi ci sono le degustazioni: altrettanto affollate e interessanti. Potrete assaporare diverse selezioni di formaggi e scoprire, ad esempio,  come si producono i buchi (l'occhiatura) tipici del formaggio svizzero,  spezzarne frammenti e smarrirvi in un esame olfattivo con una guida  esperta (un critico enogastronomico) alla scoperta di 22 proprietà  diverse. Scoprire che esiste un gusto chiamato "Umami" e capire quand'è che un formaggio si dice "ad alta fusibilità". Uno dei partecipanti, pensionato romano doc, l'ha spiegato a sua moglie divertito, con una sintesi  efficace: "Quanno er cacio te se scioje ner palato".

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