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Fiorello sul terremoto: occhio alla beneficenza spettacolarizzata

Secondo lo showman dietro ai grandi eventi di solidarietà ci mangia troppa gente

Concerti, eventi, raccolte fondi a favore di telecamera. La macchina organizzativa della solidarietà a favore delle persone che hanno perso tutto nel terremoto in Centro Italia è già partita. Sono tanti i personaggi del mondo dello spettacolo che si stanno prodigando per sostenere gli abitanti di Amatrice e dintorni, ma secondo Rosario Fiorello esiste un alto rischio di spettacolarizzazione della beneficenza che non porta a risultati proporzionati allo sforzo per realizzare questo o quel concerto.

Fiorello lo dice a chiare lettere in un video pubblicato sul suo seguitissimo profilo Facebook. "La macchina della solidarietà è partita proprio alla grande - ha esordito lo showman - 45500: stiamo mandando un sacco di soldi per gli amici del Centro Italia. Volevo dire una piccola cosa. Occhio, attenzione: sono stato già invitato ad almeno quattro manifestazioni per raccogliere fondi. Occhio a queste manifestazioni che facciamo noi del mondo dello spettacolo perché il gioco deve valere la candela."

Il senso dell'affermazione Fiorello lo spiega subito dopo: "Perché se organizzi uno spettacolo, poi per farlo devi spendere dei soldi perché mettere in piedi il palco. Alla fine non devolvi tutto, ma tutto meno le spese, allora non lo fare. I soldi vanno dati tutti in beneficenza altrimenti non vale la pena, perché poi le spese sono tante per fare uno spettacolo. Occhio a chi organizza questi spettacoli".

Un monito chiaro che è stato condiviso migliaia di volte e accolto con un plauso da parte dei follower.

"Bisogna stare attenti anche a chi organizza - continua - Io mi fiderei di più se venisse organizzato da una Onlus o una associazione affidabile, purtroppo quando succedono queste tragedie bisogna stare attenti. La storia insegna che poi uno raccoglie i soldi, fa, dice, poi quando vai a vedere dove sono finiti i soldi, non li trovi. Vorrei vedere nomi e cognomi, per chiedere alle persone che ricevono questi soldi 'Che stai facendo? Quanto hai speso? Quando partono i lavori?'"

E prosegue: "Ora partiranno un sacco di spettacoli per le vittime del terremoto, ma bisogna stare veramente attenti. Io lo so come funziona. Lo so. Troppa gente dietro, troppi organizzatori mi fanno paura. Quando poi vedi questi cantanti che vanno a cantare: 'Eh però sai, metà vanno in beneficenza, metà abbiamo dovuto montare questo, chiamare quello, ci vuole il video, l'affitto e il noleggio'. Per quanto mi riguarda io preferisco fare ognuno a modo suo. Io preferisco fare la mia beneficenza privata, sono fatti miei, nessuno sa niente. Ma questa cosa di dire 'Tutti amici, andiamo e cantiamo insieme'. Se dobbiamo dirla tutta, non c'è bisogno di cantare: dai i soldi direttamente e il gioco è fatto"

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