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Società

Naomi Watts terrorizzata dall'interpretazione di Lady Diana: ecco le colleghe che potrebbero aiutarla, da Michelle Williams a Madonna a Helen Mirren

È sempre difficile quando le attrici incontrano la Storia – Lady Diana, 15 anni fa la morte della principessa

Naomi Watts nei panni di Lady D

Naomi Watts sul set del film Diana – Credits: Olycom

Lo sapeva già prima di accettare la parte, ma più si avvicina la fine delle riprese di Diana (film biografico su Lady D) più Naomi Watts sente la pressione di un personaggio così ingombrante. È un sentimento simile a quello provato da altre colleghe, come Michelle Williams, Madonna o Helen Mirren, ma non aiuta il fatto di sapere che qualcun'altra ha già passato quello che stai affrontando tu.

Nel corso di un'intervista con il Sun, Naomi Watts ha confessato di essere "terrorizzata dalla reazione del pubblico quando mi vedrà nei panni di Lady Diana. È molto difficile interpretare una persona che ha avuto un impatto così grande sul mondo e che ha lasciato una memoria così vivida nel cuore della gente. Ed è ancora peggio se consideri chi sono i suoi due figli, William e Harry. Quello che sto cercando di fare è renderle giustizia e raccontare la sua storia in modo sincero".

Le paure di Naomi Watts sono comprensibili. Il lavoro dell'attore è già complesso di suo, perché rendere credibile su grande schermo un personaggio significa "comunicare vulnerabilità, lasciare che ciò che c'è di più intimo in te risplenda a prescindere dal fatto che possa sembrare stupido, folle o imbarazzante" – così scrive Jodie Foster nel pezzo in cui prende posizione sull'affaire Stewart/Pattinson, pubblicato dal Daily Beast a metà agosto.

Il fatto poi che il ruolo da interpretare non sia di finzione, bensì ispirato a persone vere e per di più all'interno di un film biografico (dunque con l'aspettativa di un certo realismo), non fa che complicare la situazione. Soprattutto se non parliamo di eventi accaduti centinaia di anni fa e dunque ormai consegnati ai libri di storia più che alla pancia della gente. Esistono però degli antidoti capaci di allentare la pressione.

Una possibilità è quella adottata da Michelle Williams quando si trattò di entrare negli scomodissimi panni di Marilyn Monroe (la pellicola è Marilyn, del 2011): "Se quando ho accettato la parte avessi saputo quante persone hanno la propria opinione su di lei, non so se avrei avuto il coraggio di accettare. In ogni caso, non proverò a soddisfare nessuna aspettativa. L'unica responsabilità che sento è nei confronti di Marilyn, della mia relazione con lei e di ciò che immagino di lei. Nient'altro".

Altro modo di scacciare la tensione è essere un carro armato, tanto grintoso e sicuro di sé da comportarsi come se la preoccupazione non esistesse. Ovvio che in questo caso ci vuole una personalità guerriera in partenza, perché non puoi fingere, e non a caso l'esempio principe è quello di Madonna. Quando a metà degli anni Novanta interpretò Eva Perón nel film Evita, dovette fronteggiare l'indignazione dei molti argentini che si offesero perché ritenevano che una popstar statunitense non potesse dare voce e corpo a un vero e proprio mito sudamericano.
Madonna dapprima disse: "Non insulterei mai la memoria di Evita". Poi, nel corso della conferenza stampa di Buenos Aires per la presentazione del film, fece appunto il carro armato, invitando a "guardare il film prima di giudicare".

Esiste infine un'ultima carta da giocare per sconfiggere le ansie, solo che bisogna avere la fortuna di poterlo fare: avere un incontro faccia a faccia con il personaggio che dovrai interpretare e così avere un imprimatur a prova di bomba.
È successo a Helen Mirren, che in previsione del film The Queen ha potuto sedersi a bere un tè con la regina Elisabetta II: "È stato un momento fondamentale perché ho potuto scoprire uno scintillio e una rilassatezza che solitamente scompaiono nelle occasioni formali, che peraltro forniscono il 99,9% di ciò che conosciamo di lei. Quella delle cerimonie è La Regina, ma esiste un'altra regina/donna/Elizabeth Windsor che è molto alla mano, accogliente e briosa e che ha un sorriso delizioso, tutte cose normalmente nascoste dalla severità dimostrata nelle occasioni formali".

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