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Società

Milano Fashion Week. Spenti i riflettori sulla moda

E' tempo di bilanci a Milano. Finito anche l'ultimo (triste) giorno di sfilate tiriamo le somme di una kermesse che non delude (quasi) mai. MFW 2012

Milano Fashion Week (Credits: Olycom)

E' da tutti considerato un pò "sfigato" l'ultimo giorno delle sfilate, non perchè chi sfila non sia bravo, anzi, ma per il fatto che le giornaliste più importanti sono già partite per Parigi. Ci chiediamo: che senso ha questo ultimo triste giorno che getta nella disperazione stilisti, uffici stampa e addetti al settore?

La Camera Nazionale della Moda ci dovrebbe pensare: abolirlo o plasmare il calendario in altro modo. Ultimo bagliore di un crepuscolo, si fa per dire, una "giovanissima" Ornella Muti ospite alla sfilata della russa Basharatyan V: pare la figlia di sua figlia Naike, forse non è vera, forse non è lei.

No, è proprio lei, e noi che ce la ricordiamo giovane e bella davvero nel cult "Ritratto di borghesia in nero". Che peccato.

Cerchiamo di fare un punto su questa lunga kermesse: la cosa positiva è stata l'affluenza, tantissima gente, hotel e ristoranti pieni zeppi (anche se stranamente è stato facile trovare i taxi). L'immagine di Kate Moss sobria ci resterà per sempre nella memoria; avremmo voluto vederla esibirsi almeno in qualche sfuriata.

L'inaugurazione più cafona che ci sia mai stata: entrata vip e entrata 'normale', guardie del corpo e buttafuori che buttano quasi a terra signore all'ingresso, una bolgia invivibile. Non resterà sicuramente nella memoria l'esibizione in passerelle di varie starlette nostrane: Nicole Minetti invece si, almeno per il momento ha invaso televisioni e internet, poi, se si gonfia ancora un pò le labbra, volerà nello spazio.

Però non facciamo gli italiani che parlano sempre male degli italiani: ai party esclusivi targati Usa la quantità di botulino e silicone era talmente alta che diverse volte abbiamo temuto per la nostra incolumità: signore irriconoscibili, giornaliste che paiono la "donna gatto". In compenso abbiamo una trend setter italiana "al naturale", ma i suoi travestimenti sanno ormai un pò di costruito: pare un mix malriuscito tra Lady Gaga e la mitica Anna Piaggi.

Ricorderemo tanti quasi in ginocchio davanti ad Anna Wintour e a Carine Roitfeld: ma basta con queste genufflesioni, con questo servilismo, mica siamo una colonia: basta farsi piccoli, basta considerare un guru anche l'italiana che ha distrutto l'alta moda italiana per avvantaggiare, con le sue consulenze, quella francese.

Ma passiamo a qualcosa di "allegro". Ovvero l'indimenticabile scena dello svenimento di Sharon Stone, quasi pari a quella di "Basic Istinct": il suo toy boy Martin Mica ha fatto disperare l'attrice il giorno prima del fattaccio; in hotel si sentivano urla. Forse anche lei non ha più l'età. Molti contavano su una consistente presenza di star internazionali per il Galà dell'Amfar, ma così non è stato: alcune rare stelle o presunte tali e la solita pletora di attori (per sempre) giovani italiani.

Sono sempre quelli ad ogni cerimonia: se mi dai uno Stefano Accorsi ti do una Maya Sansa e due Alba Rohrwacher. Speriamo che ora Laetitia Casta, ormai separatasi da Stefano Accorsi, se ne stia un pò a casa sua: dalla Mostra del Cinema di Venezia alle sfilate di Milano ne abbiamo fatto il pieno: non vorremmo vederla anche dietro la finestra di casa.

Ricordiamo anche tutti gli imbucati o i presenzialisti: ma come si può stare in giro dalle nove del mattino sino alle quattro di notte tra sfilate, cocktail, mostre,cene e party? Certa gente deve avere dei problemi anche perchè non lo fanno per lavoro e poi, maratone del genere non saranno certo divertenti. Gli imbucati comunque calano: ne riconosciamo alcuni che "praticano" da ventanni.

Oggi giornata davvero triste, quasi come si stesse già smontando un capannone ancora prima che finisca la festa. Ma che festa? Oltre a questi lustrini, quello che conta veramente è il business: vedremo come sono andate le vendite. Per concludere alcune istantanee di queste giornate: il viso angelicato e bellissimo dell'attrice Olga Kent, la gentilezza innata di Simonetta Ravizza, Maurizio Pecoraro, Angelo Frentzos, Jo Squillo con la telecamera posizionata sull'orecchio e, per ultima, una decina di cani che facevano pipì in gruppo davanti a Palazzo Clerici. Proprio all'ingresso delle sfilate: non c'è più rispetto nemmeno per la moda.

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