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Società

Milano Fashion Week: è tempo di bilanci

Abbiamo macinato migliaia di chilometri, visto centinaia di vestiti, e incontrato decine di vip. Si spengono i riflettori sulla kermesse della moda e si tirano le fila dell'evento dell'anno

Dietro le quinte della MFW (Olycom)

Siamo quasi giunti al capolinea di questa lunga kermesse che ci ha fatto tracimare centinaia di chilometri, in auto e a piedi (vedi fine articolo) pur restando in città: correre da una sfilata in centro a un party sui navigli e via elencando. La mattinata è iniziata in souplesse nonostante il rock di DSquared, ma alle nove e trenta di mattina chi ha voglia di ballare? Le "sciure" milanesi erano però già tutte dal parrucchiere per un evento imperdidile (sicuramente solo per loro), ovvero la sfilata di Carlo Tivioli, una vera e propria istituzione milanese.

Noi eravamo reduci dalla festa per "W", ancora oggi la Bibbia della moda: un parterre raffinato, una barriera contro il trash. Piovono i vip su Roberto Cavalli, anzi, non proprio su di lui. Di Valeria Mazza non ci interessa molto, tanti non la riconoscono (ma perchè continua a fare l'ospite?). Ci dirigiamo verso Elisabeth (ormai per tutti Liz, ma la Taylor era un'altra cosa) che ci intriga per il fatto di essere stata con Hugh Grant (che poi è stato con una prostituta) e parliamo di mucche: ebbene si, Liz vive in una fattoria dove coltiva prodotti bio, munge le mucche e gioca con i maiali. Da qualunque parte ti giri ti ritrovi Filippa Lagerback e, ora anche Paolo Ruffini che (forse) sostituisce Belen Rodriguez, sua collega a "Colorado", alle sfilate. Incontriamo di nuovo Liz e ci dice che ha avuto anche tempo di firmare una linea di abbigliamento che lo scorso anno ha presentato all' outlet Fidenza Village. Simpatica, così come Jo Squillo che è stata ribattezzata "Cyber" perchè si aggira con una minuscola telecamera posizionata dietro l'orecchio: un pò "prometheus", un pò "siamo donne".

Segue tutte le sfilate per il programma "Tv Moda" che conduce: "l'unico programma di moda in televisione" direbbe Gigi Marzullo.  Arriva l'ora del "brunch-defilè" di Luisa Beccaria. Nel suo quartier generale di Brera ha posizionato davanti alle file di sedie alcuni tavolini da cui spiluccare mentre si guarda la sfilata. La stilista delle bambole, come alcuni la chiamano, saluta uno ad uno gli amici e si congeda. Una sfilata di nomi nobili, tanto che alcuni sembrano farlocchi, ma, ci dicono, non lo sono.

"Sono subito da lei", si, da Norma Luisa, la quintessenza dello chic, ma si mette a piovere, un diluvio ci blocca in un androne e si fa tardi. Non troppo tardi per andare a Palazzo Visconti da Lorenzo Riva con una sfilata nelle tre sale che trasudano storia, la storia preziosa dei Visconti di Modrone: qui arriva Alessandro Cecchi Paone perennemente con il trolley, ribattezzato "la ragazza con la valigia", e con il suo assistente di colore, Cristiano Malgioglio con il suo ciuffo e con Franco, il suo truccatore personale (trucca anche Bianca Jagger alla quale pare riesca persino a nascondere una piccola paresi alla bocca e Monica Bellucci). Lorenzo Riva dedicata alla sfilata, in parte, alle donne berbere e si immedesima: alla fine esce con un collanone etnico al collo.

Incontriamo anche Olga Kent, splendida attrice che ha partecipato a "Vacanze di Natale a Cortina", ma il suo viso ci ricorda Luchino Visconti, del resto siamo a Palazzo Visconti. Un salto da Cristiano Burani dove salutiamo Marta Brivio Sforza, una pausa al Four Seasons e poi ecco la cena di Roberto Cavalli. Dove? Ma che domande, al "Just Cavalli": ormai, a Milano, quando si parla di cavalli, tutti pensano allo stilista e non ai quadrupedi. Effettivamente di cavalli se ne vedono pochi.

Gli ospiti sono più o meno quelli presenti al defilé. "Quella ha un pò la faccia da lupa" dice una contessa: vi diciamo che "quella" è Leona Lewis, ma effettivamente la contessa ha ragione. Bella Eva Duringer, ma si capisce che ormai questa maratona sta finendo e si avvere un pò di stanca. "Ci fanno male le pile", avrebbe detto la mitica Maria Callas riferendosi ai piedi e così pensiamo a quella caterva di bustine che ci hanno regalato davanti a Palazzo Clerici: talco, creme, sali, tutti prodotti per i piedi. Prodotti che hanno forse poco a che fare con la moda, ma che usiamo prima di andare a dormire. A domani per l'ultimo commento e per un perfido "resumé":

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