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Micaela Ramazzotti: "Che bello vedermi vecchia in tv!"

Così l'attrice romana, protagonista della fiction 'Un matrimonio': "Dopo 6 ore di trucco ora so che vuol dire avere addosso i segni del tempo"

Micaela Ramazzotti

– Credits: Filmauro

Nell’immaginario comune è un’attrice di notevole bellezza e sensualità, ora, invece, la vedremo invecchiata, con le rughe e i capelli bianchi, grazie a un regista abituato ad osare come Pupi Avati: Micaela Ramazzotti, fresca di Nastro d'Argento come miglior attrice dell'anno, sarà infatti la protagonista di Un Matrimonio, faraonica fiction in sei puntate a fine anno su Rai Uno.

All’inizio c’era una certa diffidenza intorno a lei: è molto bella, le affidano spesso ruoli da “svampita”, è la moglie di un regista influente...

Penso che bisogna lavorare tanto prima di affermarsi, ci vuole tempo e fatica. Poi, certo, c'è anche la fortuna di incontrare l’autore e il regista giusto, un attore è bravo quando ha battute giuste e belle da dire. Paolo (Virzì, ndr) mi ha regalato dei personaggi fantastici in Tutta la vita davanti e La prima cosa bella, così come Carlo Verdone e Pupi Avati.

Ecco, Avati l’ha scelta come protagonista per Un Matrimonio per Rai Uno: come vive il passaggio alla televisione?

Io, a dire la verità, ho fatto pochissima televisione. Pupi però è un guru con la barba, un grande maestro e una forza della natura ed era difficile non accettare: mi ha scelta per questa splendida fiction, che forse è meglio chiamare "un romanzo per la tv": racconta una storia d’amore che parte dal 1948 e arriva al 2005. Cinquant'anni di storia d’amore e di Italia. Un ruolo fondamentale per me, molto intenso: mi sono misurata con tante età che non mi appartengono, dai 18 agli 80 anni, quindi con figli, nipoti, battesimi, comunioni.

Come si è trovata invecchiata?

E’ stato bello, anche con addosso la maschera di una donna di 80 anni: mi ha affascinato vedermi dopo 6 ore di trucco, avevo in faccia i segni di una vita. E’ stato un grande viaggio durato 7 mesi, non finirò mai di ringraziare Pupi per questa meravigliosa esperienza. Non capita tutti i giorni di guardarti allo specchio e vedere un’altra persona, più grande, più matura.

Bisserebbe l'esperienza?

Trovo molto bello fare ruoli da nonna, è uno splendido modo per mettersi in discussione. Io poi mi sento sempre come all’inizio, per me ha poco senso parlare di “carriera”, fare l’attrice è un’esperienza nuova di continuo: fai un film con un regista che non conosci e ricominci sempre, come fossi al primo film. Il mistero e il fascino del mio mestiere sta in questo: è sempre una prima volta, non finisci mai di imparare.

Lei in tutti questi anni cosa ha imparato?

Ho imparato che far ridere  le persone è qualcosa di speciale: sin da  ragazzina quando mi capitava  di far ridere i miei amici, dicendo  qualche strafalcione o scemenza,  mi vergognavo e pensavo di avere una  malattia strana. Oggi invece  finalmente posso andarne orgogliosa: fare certi personaggi per me è stata  una terapia, ho liberato finalmente quella parte di me che tenevo nascosta.

La verità: si è mai pentita di fotoromanzi e scatti osè?

No, tutto mi ha dato tanto orgoglio e forza. Vado fierissima dei miei fotoromanzi, mia madre ce li ha tutti in cucina, sembra ieri che andavo con la mia borsetta, indossavo vestitini come prova costume e facevo foto con un fotografo a dir poco appariscente che mi diceva: “Sorridi, fai la faccia seria, fai così, go go go!”. Lo stesso per le foto su Max: è stata un’esperienza bellissima, le ho fatte perchè le volevo veramente fare.

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