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Tutti vittime (e carnefici) di phubbing

Si tratta di una sorta di mobbing ai danni del partner al quale si finisce per preferire lo smartphone

Io, te e l'altro. Un tempo, il terzo incomodo di una coppia, nel peggiore dei casi, se ne stava chiuso nell'armadio per non essere scoperto.

Ora il terzo elemento di una storia a due, invece, se ne sta appoggiato sul tavolo mentre si cena, sul comodino anche durante le notti d'amore o, nel migliore dei casi, in tasca o in borsa, pronto a saltar fuori al primo bi-bip.

Sì, perchè esiste un nuovo e micidiale nemico delle relazione a due: si chiama smartphone e rischia di affossare una relazione più del meglio dotato tra gli amanti.

Una notifica di Facebook, la vibrazione di un Whatsapp, un follower in più o un like inaspettato diventano una sirena di fronte al cui canto non si può scappare con il risultato che la vita reale pare un'interruzione tra una chat, una condivisione e un commento.

Questa sorta di mobbing virtuale che viene effettuato ai danni del partner ora ha anche un nome. 

Si chiama partner phubbing, da snubbing (snobbare) e phone (telefono): il termine è stato inventato da David Meredith e Robert James due studiosi della Baylor University, in Texas che hanno pubblicato i risultati della loro osservazione su Computers in Human behavior , una sorta di antropologia tecnologica che evidenzia le mutazioni relazioni ai tempi dei social network. Il titolo della ricerca la dice già lunga: "La mia vita è diventata una distrazione dal mio cellulare" e affronta quel che si prova quando il partner viene distratto dallo smartphone durante una serata.

Non si tratta di gelosia, ma di vera sindrome da abbandono, ansia, tristezza ed inquietudine. Non serve un like ad una ragazza formosa o una nuova sconosciuta amicizia su Facebook per diventare vittime di phubbling, ma è l'insieme di una serie di comportamenti che finiscono per far sentire il fidanzato, compagno o marito (e viceversa) come il vero terzo incomodo.

Più della metà degli intervistati ha dichiarato di sentirti vittima di phubbing. Più del 30% sostiene di non ricevere le giuste attenzioni dal partner, mentre nel 20% dei casi è proprio il telefono perennemente in mano ad aver incrinato il rapporto con il compagno.

Non solo: secondo una ricerca di Meredith’s Parents Network, il 12% delle donne utilizza il telefono mentre si scambia effusioni con il partner e il 21% confessa di usarlo anche in bagno.

Un'altra indagine, commissionata da Harris Interactive sostiene che che al termine dell'amplesso una persona su cinque non può fare a meno di guardare il cellulare. Il 30% lo utilizza a pranzo o cena con altre persone e per il 58% non passa ora senza dare una controllare le notifiche. Insomma, quando ci si concedeva qualche scappatella con l'idraulico o con il collega di lavoro, in fondo, le cose andavano meglio.

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