Primo giorno di scuola
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Ritorno a scuola: vademecum per superare l'ansia (di genitori e figli)

Dopo 13 settimane a casa suona la prima campanella che porta con sé anche ansie e timori che si possono vincere (insieme)

Con la pelle ancora abbronzata e gli occhi pieni delle infinite avventure vissute in 13 settimane di vacanza 8,6 milioni di studenti italiani tornano a scuola. E' questa settimana il vero Capodanno dei ragazzi che si trovano al giorno "Uno" di un nuovo tassello di vita. 

Come i tanti "Giorno uno" vissuti da ognuno di noi, grande o piccolo che sia, anche quello del primo giorno di scuola porta con sé il suo bagaglio di aspettative, buoni propositi, ma anche ansie e timori. Affinché i prossimi nove mesi trascorrano sereni e tranquilli è fondamentale che ogni famiglia affronti al meglio il capitolo "Ritorno a scuola".

Non creare mostri

Facendo un discorso trasversale a tutte le età e fasce scolastiche è importante che il ritorno sui banchi venga vissuto come un momento di gioia e serenità in famiglia.

Quanto volte capita di sentire frasi del tipo: "Ora è finita la pacchia. Si torna a scuola". Oppure: "Basta con i divertimenti. Adesso c'è la scuola". Ecco a livello psicologico non c'è messaggio più errato da far arrivare alle orecchie di un figlio.

La scuola verrà vissuta come l'antitesi al diventimento e alla gioia con la creazione di equazioni quali "Vacanze uguale divertimento"; "Scuola uguale noia e dovere". E invece no e parlarne in famiglia è il primo passo per un sereno approccio all'istruzione.

Comunicare prima di tutto

Dopo la lunga pausa estiva il back to school può rappresentare davvero un momento difficile per la famiglia specie se i genitori sminuiscono l'evento e i figli si chiudono a riccio.

Bisognerebbe invitare i ragazzi ad aprirsi e a coinvolgere mamma e papà nell'analisi delle fonti di ansia. In questo senso può incoraggiare i ragazzi puntare sull'empatia, cioè condividere quelli che erano stati i timori dei genitori quando a loro volta si erano trovati a fronteggiare il ritorno di scuola.

Un "Ti capisco" in più finisce per essere un invito alla condivisione emotiva che non può che far bene al ragazzo. Quelli che, visti da fuori, possono apparire solo dei capricci di uno studente svogliato potrebbero nascondere problemi più gravi di adattamento scolastico o di relazione col prossimo che possono essere superati con l'aiuto degli adulti.

Il bello della scuola

Per questo, dopo aver affrontato le fonti d'angoscia (nuovi insegnanti, materie difficile, compagni antipatici o bulli, compiti a casa) può funzionare l'idea di stilare una lista delle cose belle delle scuola. Metterle nero su bianco è tranquillizzante. Non servono grandi concetti o assunti filosofici, è sufficiente ricordare al proprio figlio la presenza dell'amico del cuore, della ricreazione o l'idea della gita scolastica oltre alla sfida d'imparare cose nuove e interessanti.

Ritrovare la routine

Anche tornare al ritmo autunno-inverno può essere funzionale alla tranquillizzazione del ragazzo. Fare tardi la sera, cenare più spesso fuori casa, avere sempre amici in giro e cambiare luoghi e facce è assolutamente meraviglioso, ma quanto può essere tranquillizzante riprendere i propri ritmi?

Si può cominciare dall'ora di cena che andrebbe leggermente anticipata per poi poter andare a letto in tempo utile per non svegliarsi con le occhiaia la mattina.

Ma anche guardare la nuova stagione della serie tv preferita o il film in prima serata aiuta a regolarizzare l'orologio per puntarlo sui ritmi della scuola.

Dare tempo al tempo

In ogni caso normalmente l'ansia da rientro va riassorbendosi in qualche settimana quando la routine tornerà a scorrere in maniera fluida e le paure verranno sostituite dalla certezza di aver iniziato un nuovo pezzo di cammino che porta verso l'obiettivo del diventare grandi.

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