Jamon serrano con pàn y tomate, pulpo a la gallega, tortilla, chorizo e tutto quello che mente umana può elaborare e tradurre in formato tapas.

Perchè la Tapas, in Spagna, non è un cibo, ma un'unità di misura, un'idea di cena fatta dalla somma di piccoli assaggi para picar y compartir, per stuzzicare e condividere il cibo in compagnia.

Ed è la fisolofia della Spagna in tavola che oggi, 22 ottobre, in tutto il mondo, si festeggia con il #TapasDay.

Un'intera giornata durante la quale dall'America all'Olanda, dall'Italia alla Germania per arrivare, ovviamente, alla Spagna la parola d'ordine è Tapas.

La tradizione della Tapas è antica e risale al XVII secolo quando, come nel caso dei cicchetti veneziani, il cibo era solo la scusa per bere un buon bicchiere di vino.

Lo spagnolo prevede perfino un verbo, tapear, che indica l'azione stessa di andare per Tapas e in giro per il Paese iberico, nel corso dell'anno, non si contano le gare a colpi di tapas, le rutas de tapas e le rassegne gastronomiche che celebrano questo originale modo di nutrirsi (e di bere)

Oggi accanto alle tradizionali tapas a base di queso y aceitunas (formaggio e olive) o jamon y chorizo (prosciutto e salsiccia) ogni chef ha la possibilità di sperimentare tutte le declinazioni della propria creatività per dar vita a Tapas uniche e gustose.

In Italia diversi ristoranti in giro per la penisola hanno aderito al Tapas Day promosso da Ambasciata ed ente del turismo spagnolo e anche il resto del mondo ha risposto compatto all'esortazione: Vamos a tapear!

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