Il mostro di Loch Ness catturato e portato a Londra: svelata la trama inglese

Documenti risalenti agli anni '30 mostrano il piano di Londra per catturare "Nessie" ed esporla al National History Museum

foto Loch Ness monster 1934

Il famoso scatto del 1934 di un fotografo, che mostrerebbe "Nessie" – Credits: Macaulin Cmm./Daily Mail

Eleonora Lorusso

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Altro che mistero: il "povero" mostro di Loch Ness è stato ucciso, o meglio questa era l'intenzione fin dal lontano 1933. A "provarlo" - se mai di prove si possa a parlare quando si ha a che fare con la famigerata "Nessie" - sono alcuni documenti, pubblicati ora sulla stampa britannica e risalenti proprio ai primi anni '30.

Secondo quanto scrive il Daily Mail, infatti, ci sarebbe stato un piano segreto inglese per rapire il mostro di Loch Ness e portarlo a Londra, per poi esporlo. Nel dicembre del 1933 venne aperto un fascicolo su "Nessie", a cui seguirono numerose domande dopo gli avvistamenti del mostro in quell'anno, che suscitarono così tanto interesse da spingere anche anni dopo la Casa Reale ad interessarsi a quella creatura. L'obiettivo era quello di catturarla per poterla poi esporre al British History Museum di Londra. Ma gli Scozzesi lottarono per far sì che "Nessie" rimanesse là dove era stata avvistata, a nord del confine inglese: non avrebbero mai permesso, secondo quanto si legge oggi dai documenti di oltre 80 anni fa, che il mostro finisse i suoi giorni in Inghilterra.



Una taglia su "Nessie"

Ma i sudditi di Sua Maestà erano così decisi ad avere "Nessie", da aver messo una taglia sulla sua testa. Sia il British Histoy Museum di Londra che il Royal Scottish Museum di Edimburgo erano decisi, nel 1934, ad avere il mostro.

Gli scozzesi speravano di bloccare le mire dei cacciatori con nuove leggi che proteggessero la creatura, ma Londra preferì sparare a vista. Nel marzo del 1934 un anonimo funzionario del National History Museum non fece mistero di come pensava che bisognasse trattare Nessie. Secondo quanto riportato dai documenti, l'uomo riteneva che si dovesse entrare nel raggio di azione del mostro, sparandogli, senza farsi intimorire o fermare da considerazioni umanitarie. La sua carcassa sarebbe poi dovuta arrivare a Londra ed essere custodita in una cella frigorifera. Se ciò non fosse stato possibile, "anche una zampa, un osso della mandibola o un dente sarebbe comunque il benvenuto" disse.

L'invio della Royal Navy

Molti anni dopo queste dichiarazioni, "l'ossessione di Nessie" continuava, tanto che negli anni '60 il premier David James riuscì a convincere il Principe Filippo a inviare la Royal Navy in Scozia per cercare (e possibilmente catturare) il mostro di Loch Ness. Questa creatura era diventata un'icona, il simbolo dell'identità scozzese: forse anche per questo da Londra se ne reclamava il possesso.

 

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