Questione di proporzioni, armonie, linee e curve, ma anche di convenzioni e falsi miti. La bellezza femminile nei decenni ha cambiato standard e il gusto si è adattato ai tempi imponendo alle ragazze sacrifici, esercizi ginnici e diete che sono andati modificandosi a seconda di quello che socialmente veniva considerato "Bello".

Il falso d'autore contemporaneo

Il più recente passato ha visto, però, l'entrata in scena in maniera prepotente di una sorta di falso d'autore facendo passare per bello un mito estetico lontano dalla natura del corpo femminile.

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Lo ha fatto prima con lo strapotere di bisturi, botox e ritocchini e poi con i più subdoli foto ritocchi e filtri Instagram capaci d'illudere e fuorviare su cosa sia bello e naturale.

Migliaia di donne hanno pensato di poter raggiungere quelle Veneri da copertina veicolate dalla Rete con un po' di palestra e una buona dieta, quando invece quella bellezza era frutto dello scalpello dell'uomo.

Aria di cambiamento

Ora però un giovanissimo popolo di social addicted sta conducendo una sorta di battaglia culturale contro l'egemonia della bellezza standardizzata figlia di un cattivo uso dell'immagine della donna.

Come tutte le guerre che si combattono su Instagram anche questa ha il suo hashtag, #hipdips, termine inglese che indica l'interruzione della curva perfetta che passa dalla coscia al fianco della donna per stringersi nel giro vita. Una piccola virgola estetica (o un bozzo detto in maniera più prosaica) che rompe l'armonia del fianco della donna e fino ad ora considerato brutto.

Le ragazze dell'hipdips, invece, puntano a sdoganare quel bozzo e a rivendicarne la legittimià estetica. Quell'imperfezione, inoltre, non è necessariamente frutto di un sovrappeso. Semplicemente ci sono donne, grasse o magre che siano, che sono fatte così. E non c'è nulla di male, né di brutto.

Parrebbe l'uovo di Colombo, ma ci sono ragazze che per piccole imperfezioni come questa si massacrano di diete e palestra senza pensare che dietro quella determinata forma ci sia solo l'opera di madre natura, che, volente o nolente, va accettata.

Su Instagram, quindi, sotto l'hashtag #hipdips si sta riunendo un piccolo esercito di giovani amazzoni in lotta per la liberazione del corpo della donna dalla schiavitù dell'omologazione e, a colpi di selfie, l'orgoglio dell'imperfezione inizia a farsi strada nel sentire comune.


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