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Il divano di Freud "a rischio": cade a pezzi

Serve un restauro urgente per il simbolo della psicanalisi, che si trova nel Museo di Freud a Londra

Credits: freud.org.uk

E' il simbolo stesso della del padre della psicanalisi, per il quale rappresentava un oggetto indispensabile nella costruzione di un rapporto col paziente. Eppure il divano di Sigmund Freud non gode di "buona salute". Al contrario sta letteralmente cadendo a pezzi, per questo la direzione del Museo di Freud a Londra, dove si trova, ha lanciato l'allarme: se non si interverrà presto, un pezzo di storia e un simbolo della psicanalisi andrà irrimediabilmente perduto.

Da qui la richiesta di fondi a qualche magnate e a tutti coloro che sui libri di Freud si sono formati o semplicemente hanno soddisfatto la loro curiosità. Per il restauro del divano occorre una cifra di circa 5.000 euro. Non un eccesso, dunque, ma pur sempre denaro che pesa sulle casse (evidentemente poco ricche) del museo londinese. Nello stesso edificio, infatti, si trovano altri oggetti di quelli furono la casa e lo studio del padre della psicanalisi, che nella capitale inglese trovò rifugio dalle persecuzioni razziali naziste. Le origini ebraiche di Freud, infatti, furono la cause della deportazione di quattro due sorelle nei campi di sterminio, mentre la figlia Anna fu sequestrata dalla Gestapo.

Ora, nel quartiere londinese di Hampstead, si trova ancora quella che fu la casa di Freud. Lo psicanalista vi si trasferì nel 1938 grazie anche all’aiuto di Maria Bonaparte, una sua allieva francese che contribuì non poco a far arrivare a Londra anche molti mobili e i pezzi della preziosa collezione archeologica di Freud.

Oggi il prezioso divano è in pessime condizioni, con i suoi tessuti damascati e i cuscini per mettere a proprio agio i pazienti di Freud. La storia narra che il divano, coperto da un tappeto persiano e definito dai pazienti come estremamente confortevole, sia stato usato per la prima volta nel 1890 da Madame Benvenisti. Alba Kemp, direttrice del Museo di Freud, ha spiegato che il divano è troppo prezioso per essere lasciato andare o, peggio ancora, dover lasciare il museo, così si spera di restaurarlo entro fine anno. Fondi permettendo.

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