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Gli uomini non piangono. Parola di social

Una ricerca mostra che gli uomini sui social non usano quasi mai le "faccine" con le lacrime (tra le più presenti nella chat femminili)

 

I maschi non piangono, almeno su Twitter, Whatsapp e Facebook. Parola degli stessi social che, analizzati, mostrano come gli uomini non facciano ricorso alle emoji che hanno lacrime. A dimostrarlo è stata una ricerca, condotta da Brandwatch monitorando i social principali e il modo di comunicare su di essi. Gli studiosi hanno così scoperto che, mentre per le donne (61,7%) su Twitter le "faccine" più utilizzate sono quelle le lacrime, come quella che indica la risata a crepapelle, gli uomini sono piuttosto restii a comunicare tramite questa emoji. Anche il ricorso al gattino che piange risulta tre volte maggiore per le donne rispetto agli uomini (75,1% contro il 24,9%) e rappresenta proprio l'emoticon più usata in assoluto dall'universo femminile.

Tra le altre scoperte, i ricercatori hanno constato che le donne sono più inclini degli uomini anche all'uso di faccine che indicano i mostri: se le emoji del diavoletto viola o rosso sono presenti in misura più o meno pari nelle comunicazione di uomini e donne (con il gentil sesso che usa di più quello contrariato), i maschi fanno maggior ricorso alle emoticon solo quando si tratta di quelle che indicano il robot (58,3% per gli uomini, contro il 41,7%) delle donne. Secondo gli esperti questo è motivato dal fatto che l'immagine di un robot rappresenta una emoji più "fredda" e con un maggior tasso di mascolinità. L'altra "faccina" che viene preferita dall'universo maschile è poi quella del dj, così come l'immagine delle melanzane è davvero più presente nei tweet maschili: 56% rispetto al 44%.

Un'ultima curiosità: c'è un'altra emoji che è più presente nelle chat femminili e si tratta di quella che indica gli escrementi: secondo la ricerca è usata dal 53% delle donne, contro il 47% degli uomini.

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