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La Francia dice basta alle modelle anoressiche

Al vaglio una proposta di legge che vieterebbe alle ragazze troppo magre di sfilare in passerella

Cinquantacinque chili per un metro e settantacinque di altezza. Potrebbe diventare questa la nuova proporzione salva bellezza. In Francia al Ministero della Salute è piaciuta la proposta avanzata dal deputato socialista Olivier Veran che ha proposto di multare con sanzioni che arrivano fino a 75mila euro chiunque faccia sfilare in passerella modelle che abbiano in Indice di Massa Corporea (Bmi) inferiore a 18, limite che determina il valico tra buona salute ed anoressia.

Basta a ragazzine ridotte all'osso pur di diventare modelle, basta alla dittatura della mannequin che di donna hanno poco o niente e basta alla legittimazione dell'anoressia nel mondo fashion.

E' la prima volta che, in Francia, la politica entra a gamba tesa nel magnifico mondo del fashion e il passo che sta facendo la Francia potrebbe essere d'esempio per altri Paesi. Anche oltre oceano guardano di buon occhio quanto sta accadendo nel Vecchio Continente e persino il New York Time dedica ampio spazio alla notizia.

Utilizzare l'indice di massa corporea come strumento di valutazione per discernere il "sano" dal "malato" evita a molte di nascondersi dietro al dito del "sono magra naturale, ma mi mangio la carbonara tutte le sere". Donne magre esistono, è vero, ma il loro Bmi non scende mai sotto soglia 18. 

Le modelle che si presentano nelle varie agenzie dovranno essere munite di certificato medico con indicato lo stato di buona salute e dovranno sottoporsi a periodica visita per accertare che il fatidico numero 18 non venga mai oltrepassato.

La proposta di legge punta a mettere al bando anche i siti che incitano ad anoressia e bulimia rendendoli illegali al pari di quelli che invocano odio razziale, violenza e pedofilia. 

Non è la prima volta che, nel mondo, la politica tenta di arginare il fenomeno dell'anoressia ponendo paletti e multe. Ci aveva provato la Spagna nel 2008 ai tempi del governo Zapatero, ci aveva tentato anche l'Italia, ma gli unici ad esserci riusciti, fino ad ora, sono stati solo gli israeliani che hanno messo al bando le modelle con un Bmi inferiore a 18,5.

Il problema è che l'anoressia non è una scelta, come fosse tifare per una squadra o indossare una maglia rossa piuttosto che blu e tanto meno un capriccio.

L'anoressia è una malattia mentale e come tale va considerata, affrontata e curata. Un male oscuro sfaccettato e complesso che colpisce tanto le modelle quanto le ragazze "normali".

E' l'inizio di un tunnel al quale si arriva a passi lenti, passi che non necessariamente riguardano i modelli estetici imposti dall'esterno, ma si tratta di corde che lambiscono le parti più profonde dell'io.

Le ragazze anoressiche, inoltre, solo di rado ritengono necessario guarire, la vivono come una condizione "elettiva", come uno status privilegiato di donne immuni dai più sordidi appetiti, che siano fisici, sentimentali o emotivi.

Sono creature che si muovono in una dimensione altra, eterea, stilnovisticamente angelicata nella quale è difficile entrare e soprattutto non è sufficiente una multa per sconfiggerla.

Intervenire sulla moda è comunque un bel gesto e una presa di consapevolezza dell'esistenza di un problema, ma per sradicare la malattia ci vuole ben altro.

Uscirne è un atto di fede nei confronti di una vita che non si conosce più e solo il singolo potrà compierlo con il coraggio di saltare oltre quel muro che tiene prigioniere le anime anoressiche.

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